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Contatto

Istituti/gruppi di ricerca coinvolti

Publicazzioni attuali

  • Panayotov, M. et al. 2016. Climate extremes during high competition contribute to mortality in unmanaged self-thinning Norway spruce stands in Bulgaria. Forest Ecology and Management. 369: 74-88. >>online
  • Panayotov, M. et al. 2015. The disturbance regime of Norway spruce forests in Bulgaria. Canadian Journal of Forest Research 45(9): 1143-1153. >>online
Durata del progetto: 2013 - 2018

Sviluppo dell’abetaia subalpina sotto gli effetti dei cambiamenti climatici sull’esempio della Bulgaria

I boschi di montagna sono importanti per l’uomo, perché proteggono dai pericoli naturali, offrono legname e opportunità di svago a noi e un habitat a un gran numero di piante e animali. Per questo motivo assume un’importanza fondamentale la capacità di prevedere come questi boschi reagiscono ai cambiamenti climatici.

Un oggetto di studio ideale: i boschi naturali bulgari

Diversi scenari climatici prevedono per la penisola balcanica un drammatico calo delle precipitazioni estive in combinazione con un aumento delle temperature. I boschi situati in questa regione sono quindi quelli più indicati per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ma non solo per questo motivo. Al contrario di ciò che avviene alle nostre latitudini, i boschi balcanici sono molto vasti e rimasti incolti da oltre 150 anni: condizioni ideali per analizzare le dinamiche naturali del bosco.

L’SLF partecipa a un progetto di ricerca che studia le abetaie subalpine incolte della Bulgaria concentrandosi sui fenomeni di perturbazione naturale (come sradicamenti a causa del vento, attacchi da bostrico o incendi boschivi) e cercando di stabilire con quale frequenza tali fenomeni si verificano in questi boschi, che estensione hanno e quale ruolo potrebbero assumere insieme alla coltivazione e alla biodiversità per i fenomeni di perturbazione futuri. I ricercatori studiano inoltre come gli alberi hanno sinora reagito a eventi climatici estremi e come saranno in grado di gestirli in futuro.

Wildfire at "Bistrishko braniste" forest reserve, Bulgaria

Fig. 1 – Incendio nella riserva forestale di "Bistrishko braniste" in Bulgaria (luglio 2012, circa 70 ha). La superficie boschiva interessata dall’incendio era stata già colpita precedentemente da fenomeni di sradicamento a causa del vento (2001, 60 ha), seguiti da un attacco da bostrico (>200 ha).

Tasso di mortalità più elevato con maggiore siccità

I primi risultati rivelano che i fenomeni di perturbazione più consistenti hanno colpito boschi che avevano un’età compresa tra 120 e 160 anni e che presentavano poche differenze strutturali, nei quali cioè gli alberi avevano pressappoco lo stesso diametro. L’estensione dei fenomeni in questione variava da 60 ha (sradicamento a causa del vento) a 200 ha (bostrico). Anche se i boschi più vecchi o quelli con una struttura più varia avevano subito meno danni su vasta scala, presentavano per contro molte piccole radure, la maggior parte di esse causate da fenomeni di sradicamento.

Dalle analisi degli anelli annuali svolte su 650 alberi morti e vivi è inoltre emerso che gli eventi climatici estremi – in primo luogo le estati secche – influiscono maggiormente sul tasso di mortalità degli abeti rispetto a quanto si supponesse. Sino ad oggi si partiva dal presupposto che all’interno delle fitte abetaie – durante la cosiddetta fase di autodifferenziamento – gli alberi morissero soprattutto a causa della concorrenza reciproca durante la ricerca di acqua, sostanze nutritive o luce. Gli effetti di tale concorrenza reciproca tra gli alberi sono naturalmente stati molto importanti anche nei boschi esaminati della Bulgaria, ma sono stati notevolmente amplificati dagli eventi climatici estremi. In questi boschi il tasso di mortalità dovrebbe dunque aumentare sotto gli effetti del cambiamento climatico. I risultati del progetto di ricerca in Bulgaria dimostrano anche un’altra cosa: gli alberi che agli inizi del loro ciclo biologico erano cresciuti lentamente, all’età di 40-50 anni sono morti più facilmente sotto gli effetti della siccità estrema rispetto a quelli che avevano avuto un inizio migliore. Ciò significa che i fattori che determinano la crescita iniziale delle piante influiscono sullo sviluppo dei boschi anche sul lungo periodo.

Wildfire at "Bistrishko braniste" forest reserve, Bulgaria

Fig. 2 – I fenomeni di perturbazione naturale possono influenzare notevolmente i boschi subalpini. In futuro, il previsto aumento delle temperature causerà un maggiore rischio di incendi boschivi, attacchi di insetti e danni da vento.

Parole chiave abetaie subalpine, cambiamento climatico, Bulgaria

 

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