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Misurazione delle deformazioni del ghiacciaio roccioso "Foura da l’amd Ursina" sopra Pontresina tramite laser scanner terrestre

Laserscanning am Schafberg    
Figura 1: Schafberg: Laserscanning
   
     
Änderungen der Blockgletscherstirn    

Figura 2: mutamenti in direzione verticale nella fronte del ghiacciaio roccioso. Si notano distacchi (blu) e accumuli (rosso) di pietre di piccole e medie dimensioni lungo evidenti traiettorie. L'estesa area azzurra sulla destra indica un innocuo assestamento locale.

   
     
Kriechraten des Blockgletschers    

Figura 3: i tassi di scivolamento del ghiacciaio roccioso fra il 2009 e il 2010. Le più rapide sono state le due lingue al centro dell'immagine, che sono avanzate fino a 20 cm. Cliccare per ingrandire. (Figura tratta da: Kenner & Phillips in "Bünder Wald" 6/2010).

   

I ghiacciai rocciosi sono una tipica forma di permafrost alpino. Presentano una composizione mista di pietre e ghiaccio e si muovono strisciando lentamente a valle. Caratteristica dei ghiacciai rocciosi è la loro fronte ripida, dove il materiale detritico trascinato a valle si stacca dal ghiaccio dando luogo a pendii potenzialmente instabili. Il gruppo di ricerca sul permafrost dell'Istituto SLF tiene sotto controllo le aree di questo tipo, fra cui anche il ghiacciaio roccioso "Foura da l’amd Ursina" sopra Pontresina, avvalendosi del laser scanner terrestre.

Il ghiacciaio roccioso Foura da l’amd Ursina

Il ghiacciaio roccioso Foura da l’amd Ursina si trova in un circo a ovest del Piz Muragl. La sua ripida fronte è situata 900 m più in alto rispetto all'argine di protezione costruito nel 2003 a Pontresina e costituisce l'estremità superiore del canalone della Val Giandains. L'area è attraversata da due sentieri escursionistici molto frequentati. Le misurazioni della temperatura effettuate tramite perforazioni sulla fronte del ghiacciaio mostrano che lo strato di scioglimento, da cui possono originarsi rapide masse in movimento come colate detritiche e frane, presenta in estate uno spessore di 5 m.

Il laser scanner misura anche i più piccoli mutamenti del terreno

Su incarico dell'Ufficio foreste e pericoli naturali dei Grigioni, l'Istituto SLF monitora dal 2009 il ghiacciaio roccioso tramite laser scanner terrestre. Questo metodo si basa sulla misura del tempo di propagazione di brevi impulsi laser che vengono riflessi dalla superficie del terreno e nuovamente rilevati dallo scanner. In questo modo si ottiene una raffigurazione tridimensionale del terreno ad alta precisione. Attraverso campagne di misurazione annuali, i ricercatori possono registrare i minimi mutamenti del terreno, anche di soli 2 cm. Ciò permette loro di riconoscere i movimenti pericolosi del terreno e di comprendere meglio la dinamica complessiva del ghiacciaio roccioso.

Al momento non c'è pericolo

Le misurazioni mostrano che attualmente il comportamento della fronte del ghiacciaio roccioso è stabile. Fra il 2009 e il 2011 i ricercatori hanno osservato solamente scivolamenti e frane di minore entità con un volume complessivo di circa 4 m3; questi fenomeni sono avvenuti con tutta probabilità durante il disgelo nevoso (Fig. 2). Attraverso le misurazioni hanno quindi potuto escludere mutamenti potenzialmente critici, come ad esempio estesi cedimenti o un irripidimento dell'intera fronte del ghiacciaio.

Le restanti zone del ghiacciaio roccioso sono composte da diverse lingue, ciascuna delle quali presenta una diversa velocità di scivolamento. Fra il 2009 e il 2010 le più rapide sono state due lingue al centro del circo glaciale, che sono avanzate fino a 20 cm. Nei rimanenti settori, così come poco sopra alla fronte, i tassi di movimento sono tuttavia al di sotto della soglia di significatività per il rilevamento del neviflusso (Fig. 3). Nemmeno a medio termine si prevede pertanto alcun pericolo dovuto a un maggiore apporto di materiale nell'area della fronte del ghiacciaio.

Conclusioni tratte dalle ricerche

La tecnologia del laser scanner terrestre si è affermata per la misurazione delle deformazioni non solo in questo luogo di rilevamento. Dei risultati delle misurazioni, caratterizzate da un'elevata risoluzione sotto il profilo cronologico e spaziale, possono beneficiare sia la ricerca che la gestione del rischio. Queste operazioni di monitoraggio costituiscono pertanto un'importante tessera del puzzle nell'ambito della comprensione generale dei processi dinamici di un ghiacciaio roccioso, contribuendo al tempo stesso a un'efficace protezione dai pericoli naturali.

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Parole chiave Permafrost, Laserscanning, Blockgletscher