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Nuovo modello per il calcolo della distribuzione della neve in montagna
Gli addetti alla previsione degli
scioglimenti primaverili o delle zone di distacco delle valanghe hanno bisogno
di conoscere le quantità di neve presenti nelle diverse zone montane, cosa che
sinora era impossibile se non con campagne di rilevamento o simulazioni
numeriche molto complesse e ad alta risoluzione. Per questo motivo, i ricercatori del gruppo
"Manto nevoso e micrometeorologia" stanno lavorando già da diverso
tempo a un modello statistico con il quale calcolare le differenze territoriali
nella distribuzione della neve in una determinata area sulla base della
topografia del territorio. Rugosità del terreno è importantePer sviluppare e testare il modello, essi hanno analizzato due piccoli bacini di alimentazione (Wannengrat presso Davos e Piz Lagrev in Alta Engadina) per i quali sono disponibili dati ad alta risoluzione sull'altezza del manto nevoso ottenuti grazie a rilevamenti eseguiti con uno scanner laser terrestre. Sulla scorta di un dettagliato modello digitale del terreno, i ricercatori hanno dapprima suddiviso i due siti in varie sottozone simili dal punto di vista della rugosità del terreno. Questo approccio nasce dall'idea che su un terreno rugoso, per esempio una parete rocciosa molto ripida, si deposita meno neve di quella che si accumula su un terreno liscio (come un pendio pianeggiante). Per descrivere questa rugosità, essi hanno calcolato per ciascuna sottozona, attraverso un'analisi statistica (analisi frattale), un parametro di rugosità caratteristico. A partire da questo parametro di rugosità, dall'altitudine assoluta del terreno e dalle precipitazioni medie essi hanno poi sviluppato un modello di regressione statistica in grado di prevedere l'altezza media del manto nevoso. La determinazione della distribuzione della neve è relativamente preciso ed economicoLa ricerca pilota svolta nei due siti citati ha dimostrato per la prima volta che le caratteristiche del terreno sono un fattore determinante per la distribuzione della neve. Per verificare l'applicabilità generale di un simile modello, i ricercatori sono attualmente al lavoro per perfezionarlo e applicarlo ad altri siti. Con l'aiuto di questo semplice modello potrebbe quindi essere presto possibile determinare in modo relativamente preciso ed economico la distribuzione territoriale della neve in montagna.
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