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Birmensdorf, 05.01.2017

Otto paesi europei in prima linea nella lotta contro il tarlo asiatico del fusto

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Normalmente gli esemplari europei di tarlo asiatico del fusto presentano delle macchie bianche sul corpo.
Foto: Doris Hölling (WSL)

 
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A Marly è stto subito notato il fatto che la maggior parte dei coleotteri presentava della macchine gialle, circostanza sinora sconosciuta in Europa.
Foto: Doris Hölling (WSL)

 
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Questi organismi nocivi da quarantena vengono introdotti in Europa insieme agli imballaggi di legno. Alcuni coleotteri escono dal bozzolo già durante la traversata nel container. Altri riescono a svilupparsi allo stadio finale negli scarti di legname immagazzinati e quindi a prendere il volo.
Foto: Doris Hölling (WSL)

 
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Rappresentazione degli attacchi in campo aperto attualmente noti in Europa. Rosso: siti infestati che attualmente si trovano ancora in fase di monitoraggio. Verde: siti già debellati con successo.
Mappa: Doris Hölling (WSL)

 
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Cane da fiuto appositamente addestrato per l’ALB durante un intervento di monitoraggio a Winterthur.
Foto: Monika Hagemeier
 
Copyright

La presenza del tarlo asiatico del fusto, pericoloso per molte latifoglie, è stata sinora documentata in otto paesi europei. Per la prima volta in Europa, nella città di Winterthur (Svizzera) è stato possibile debellare un grossa infestazione già dopo quattro anni, rispetto agli oltre dieci solitamente necessari altrove. La chiave del successo: lotta sistematica contro i coleotteri, misure di controllo ben coordinate tra di loro e informazione attiva alla popolazione, come scrive una specialista di ALB dell’Istituto federale di ricerca WSL nella rivista specializzata Wald und Holz.

Il tarlo asiatico del fusto, anche chiamato cerambice asiatico delle latifoglie (Anoplophora glabripennis, contraddistinto dalla sigla ALB) è uno dei più pericolosi organismi nocivi da quarantena a livello mondiale. In otto paesi europei, la presenza di questo coleottero è stata documentata già in oltre 30 siti, in sei dei quali l’infestazione è stata debellata. Per sconfiggere i grandi attacchi in campo aperto, nella maggior parte dei casi ci sono voluti oltre 10 anni.

Recentemente, l’esempio di Winterthur (Svizzera) ha invece dimostrato che è sicuramente possibile sconfiggere anche una grossa infestazione entro il termine minimo di quattro anni stabilito dalla legge. Condizione importante perché ciò accada è un’azione risoluta all’inizio dell’infestazione, perché solo le persone migliori e più esperte del posto sono in grado di circoscrivere il sito infestato nel corso del primo anno.

L’attacco in campo aperto di Winterthur, infatti, è stato debellato in pochi anni esclusivamente perché le misure di contrasto e controllo sono state avviate nel 2012 subito dopo aver scoperto l’attacco e perché sono state coordinate tra di loro in maniera intensa e proficua. Negli ultimi quattro anni, la Confederazione, il cantone di Zurigo, il WSL e la città di Winterthur hanno infatti collaborato a stretto contatto. Nel dicembre 2016, la Confederazione ha esonerato il cantone e la città dall’obbligo di monitoraggio.

Fattori di successo

Per configgere in breve tempo un vasto attacco in campo aperto come quello di Winterthur, è indispensabile rilevare – ancora nell’anno in cui viene scoperto – i limiti esterni del sito infestato. Per farlo sono necessari quanti più arboricoltori certificati ALB e cani da fiuto possibili. Da sole, le persone senza un’esperienza nella lotta contro l’ALB non sono in grado di sconfiggere efficacemente il coleottero. Anche se il personale qualificato costa di più, risparmiare in questa fase causerà più tardi – nella fase di monitoraggio – la maturazione di costi complessivamente molto più alti. Ulteriori specialisti dovranno essere addestrati in concomitanza.

Altri fattori di successo sono un lavoro competente e trasparente di tutti gli interessati così come una comunicazione aperta, efficiente e tempestiva sia tra le persone coinvolte, sia verso la popolazione e i mezzi di comunicazione. Senza la sensibilità e la cooperazione da parte della popolazione interessata per un periodo pluriennale, è impossibile debellare efficacemente questo coleottero. Questo pericoloso organismo nocivo da quarantena può infatti essere debellato solo lavorando insieme, non uno contro l’altro!

Gli specialisti dell’Istituto federale di ricerca WSL hanno supportato e accompagnato gli altri partner lungo tutto il periodo di lotta, iniziando dalla diagnosi di coleotteri, larve, pupe, uova e sintomi dell’infestazione (incl. analisi genetiche) e arrivando sino alla documentazione dell’intero attacco (schede di rilevamento, banca dati, raccolta di fotografie). Il WSL ha inoltre addestrato gli specialisti sul posto, realizzato esemplari di studio e messo a disposizione i campioni per il lavoro dei cani da fiuto.

Queste attività sono state utili non solo alla squadra di Winterthur. Gli stessi servizi sono stati infatti forniti dal WSL anche presso gli altri siti infestati della Svizzera che attualmente si trovano ancora in fase di monitoraggio. Anche qui, nella maggior parte dei casi è stato possibile circoscrivere i relativi siti infestati nello stesso anno in cui è stato scoperto l’attacco, a Brünisried (Cantone di Friburgo) nel 2013. A partire da quel momento, durante i lavori annuali di monitoraggio non è stato più necessario correggere i limiti dell’attacco, perché non sono stati individuati ulteriori tarli asiatici del fusto.

La stretta collaborazione tra le specialiste e gli specialisti del WSL con i colleghi all’estero ha permesso di fornire sempre a tutte le persone coinvolte una consulenza basata sulle ultime conoscenze.

Puntare sull’informazione

Insieme alla Confederazione, il WSL ha pubblicato una scheda pratica e una guida di identificazione sull’ALB (nelle 3 lingue nazionali) che vengono impiegate con successo in tutti gli interventi, corsi di formazione e attività di informazione alla popolazione. Inoltre, nel 2016 sono stati organizzati dei corsi di formazione nel settore verde per abilitare i partecipanti a riconoscere il più presto possibile ulteriori infestazioni. Il WSL addestra anche i controllori del servizio fitosanitario federale che hanno a che fare con il trasporto di merci transfrontaliero e con i controlli del legname utilizzato per gli imballaggi.

In seguito all’infestazione di Winterthur, il Cantone di Zurigo ha inoltre posto delle severe condizioni nei bandi di appalto pubblici che prevedono l’uso di granito proveniente dall’area asiatica. L’obiettivo è quello di evitare futuri attacchi da parte dell’ALB. Nel frattempo, anche le società che importano pietre da costruzione hanno avviato misure preventive in tal senso. Tutti questi sforzi hanno fatto sì che non solo si potessero debellare i singoli focolai di infestazione, ma anche limitare notevolmente le vie di introduzione.

Ma il pericolo non è ancora stato bandito del tutto. Come in altri paesi, anche in Svizzera dobbiamo considerare che probabilmente alcuni focolai non sono ancora stati scoperti. Occorre quindi continuare a rimanere vigili su questo fronte! Quanto più precocemente viene scoperto un attacco in campo aperto, tanto più questo sarà limitato e quindi tanto più facile sarà debellarlo.

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