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29.11.2012 L’avanzata del cinipide continua tra speranza e incertezza sul futuro.Nelle zone colpite al Sud delle Alpi i danni da cinipide sembrano avere una flessione a partire dal terzo anno di attacco. Resta da verificare se questa flessione indica un superamento della fase critica o un andamento ciclico dell’epidemia. Per capire fino in fondo questa evoluzione è necessario un programma di monitoraggio a lungo termine. Arrivato nel sud del Ticino nel 2007*, il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) ha ormai colonizzato tutto l’areale castanile al Sud delle Alpi (rimangono per ora risparmiate l’alta Valle Maggia e la Val Poschiavo). La sua velocità di avanzamento è generalmente molto sostenuta arrivando a raggiungere i 15-25 km all’anno in funzione della topografia e dei venti dominanti. Esistono però anche eccezioni come per esempio la Valle Bregaglia, dove fino ad ora la velocità di avanzamento si è limitata a un chilometro ogni anno. Flessione dei danni nel terzo anno d'attaccoI primi risultati delle osservazioni sull’evoluzione dell’attacco condotti dall’Istituto federale di Ricerca per la Foresta, la neve e il Paesaggio WSL hanno evidenziano alcune interessanti caratteristiche dell’andamento dell’epidemia. L’attacco del cinipide non interessa in modo omogeneo tutta la chioma degli alberi, ma si concentra soprattutto nelle parti inferiori e più in ombra della chioma e nei ricacci al piede degli alberi. Dopo una crescita continua e sostenuta del livello di attacco nei primi tre anni, la popolazione dell’insetto tende ad avere una leggera flessione. Nelle aree di primo attacco da parte dell’insetto cinque anni orsono si è infatti riscontrata una diminuzione sia del numero di galle prodotte, sia del numero di camere larvali all’interno di ogni galla. A contribuire ulteriormente alla flessione dell’incidenza dell’epidemia vi è una crescente proporzione (fino a un terzo circa) di larve di cinipide che non giungono a maturazione a causa di attacchi di parassitoidi** indigeni (molti dei quali originariamente specialisti degli insetti galligeni della quercia), di funghi o di altre avversità. A partire dal terzo anno gli alberi colpiti reagiscono ai danni subiti stimolando le gemme dormienti a emettere nuovi getti sostitutivi allo scopo di recuperare parte della massa fogliare perduta. Contatto
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