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Potsdam, Birmensdorf, 23.12.2016

Graffiti in nome della scienza

Graffiti für die Wissenschaft

Una mano di vernice permette di trarre conclusioni sull’erosione della roccia. (Foto: Jens Turowski/GFZ)

Gornera-Schlucht
Attraverso la gola del Gorner scorre l’acqua da disgelo proveniente dal ghiacciaio omonimo. (Foto: Alexander Beer/WSL)
Malen
Tramite una scansione laser, i ricercatori hanno verificato se la pittura erosiva forniva risultati corretti. Il risultato? Si è rivelata addirittura migliore della scansione laser. (Foto: Alexander Beer/WSL)
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I ricercatori dell’Istituto federale di ricerca WSL hanno dipinto le pareti rocciose di una gola vicino a Zermatt. Le ragioni non sono artistiche, ma scientifiche. Stanno infatti collaudando un nuovo metodo per rilevare in modo economico l’erosione della roccia.

Soprattutto nelle zone impervie è difficile installare strumenti di misura per monitorare l’asportazione di strati millimetrici di roccia causata dal materiale detritico. Nel quadro di un nuovo studio di fattibilità, una squadra di ricercatori del WSL e del centro di ricerca tedesco Helmholtz GFZ di Potsdam ha scoperto come visualizzare questi processi di erosione nei torrenti di montagna grazie a un semplice metodo di tinteggiatura.

Comprendere i processi di erosione

Nella gola del Gorner vicino a Zermatt i ricercatori hanno dipinto su una superficie di 30 x 5 m delle strisce trasversali e longitudinali di vernice sulla roccia, che hanno poi fotografato per tre anni a intervalli regolari e da posizioni ben definite. Sulla base di queste fotografie sono stati in grado di osservare il processo di erosione, reso visibile dall’asportazione nel tempo dello strato di vernice.

Il nuovo processo è stato denominato “erosion painting”, in italiano: “pittura erosiva”. La pittura erosiva permette ai ricercatori di stabilire anche la distribuzione spaziale dei processi di erosione e di analizzare ad es. in quali punti del corso di un fiume essi si presentano con maggiore o minore intensità. Le conoscenze acquisite serviranno per comprendere meglio i processi fisici che si celano dietro all’erosione. Il lavoro dei ricercatori contribuirà a far sì che il metodo si affermi nel settore della ricerca dei processi.

Economico e facile da usare

Per misurare e mappare i cambiamenti topografici su superfici in pietra, sino ad oggi erano necessarie tecniche complesse ed elaborate, come ad es. la fotogrammetria, stazioni di misura fisse, scanner laser e sensori di misura dell’erosione. Perché rendere le cose difficili se possono essere più facili? Una domanda che si sono posti anche i ricercatori.

La “pittura erosiva” non ha bisogno di costose installazioni, può essere applicata rapidamente e ad alta risoluzione anche in zone impervie e per essere analizzata ha bisogno esclusivamente di un controllo visivo tramite fotografie. “La vernice è un metodo economico e facile per analizzare la distribuzione spaziale dei processi di erosione. Con il nostro lavoro intendiamo dimostrare soprattutto che il metodo della pittura erosiva è scientificamente utilizzabile”, spiega il coautore Jens Turowski del GFZ.

Verifica tramite laser

La validità del metodo è stata verificata dai ricercatori tramite ripetute scansioni laser, nel corso delle quali è inoltre emerso che con la scansione laser non sono visibili tassi di erosione submillimetrici, che invece possono essere rilevati con la pittura erosiva.

Per il loro studio i ricercatori hanno utilizzato esclusivamente vernici di lattice a dispersione, ecologiche e insolubili in acqua. Per ridurre al minimo l’impatto sulla natura, consigliano inoltre un uso parsimonioso della vernice, soprattutto nelle aree sensibili.

Studio originale:

Alexander R. Beer, James W. Kirchner, Jens M., Turowski, 2016. Graffiti for science – Erosion painting reveals spatially variable erosivity of sediment-laden flows. Earth Surface Dynamics 4, 885-894. DOI: 10.5194/esurf-4-885-2016

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