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20.03.2013

La pianificazione territoriale non è solo sviluppo degli insediamenti

Das Rhonetal bei Visp VS, links im Bild der Beginn des Saastals
Fig. 1: Luogo di studio a Visp (Vallese) del progetto di ricerca "Mountland". (fare click per un versione ingrandita).
Foto: Andreas Rigling, WSL
 
Waldgrenze Saastal (1980)
Waldgrenze Saastal (2005)

Fig 2a und 2b: Ecco come il bosco si è espanso a Visp tra 1980 (sopra) e 2005 (sotto). Immagine aerea riprodotta con l'autorizzazione di swisstopo. Ortofoto di Christian Ginzler, WSL.(fare click per un versione ingrandita).

 
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Le zone a uso agricolo e forestale – in particolare nelle regioni alpine – saranno soggette a profondi mutamenti nei prossimi decenni. Per questo motivo è importante che i Cantoni considerino il loro sviluppo al momento di elaborare i propri piani direttori nell'ambito dell'attuazione della revisione della legge sulla pianificazione del territorio. È questa la conclusione a cui è giunto il progetto di ricerca "Mountland" che, sotto la guida dell'Istituto federale di ricerca WSL, ha preso in esame tre regioni alpine svizzere.

Con la revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT), i Cantoni dovranno modificare e presentare alla Confederazione i propri piani direttori entro i prossimi cinque anni. Il dibattito pubblico in merito si concentra in prima linea sulla riduzione delle zone edificabili sovradimensionate. I piani direttori si riferiscono tuttavia anche allo sviluppo dell'intero territorio e di conseguenza anche alle superfici a uso agricolo e forestale. Soprattutto per i Cantoni dell'area alpina svizzera, queste aree rappresentano un notevole capitale sotto il profilo economico, ecologico e sociale. I cambiamenti della società e dell'ambiente naturale comportano notevoli sfide per lo sviluppo di queste regioni.

I piani direttori dovrebbero considerare le alterazioni del paesaggio

Per il futuro sviluppo della regione alpina svizzera è di importanza capitale che nell'elaborazione dei piani direttori cantonali vengano prese in considerazione le future alterazioni del paesaggio al di fuori dei centri abitati. I risultati del progetto di ricerca "Mountland" mostrano che nelle tre regioni prese in esame – Vallese centrale, Giura vodese e Davos –il cambiamento climatico i mutamenti socioeconomici porteranno a notevoli cambiamenti nel paesaggio. Negli ultimi quattro anni, a questo progetto di grande portata hanno collaborato esperti di ecologia, economisti e politologi del settore dei PF.

I ricercatori sono convinti che verso la metà del secolo, in aree aride come ad esempio la regione Visp-Saas Fee le condizioni per le foreste peggioreranno al punto di pregiudicare, alle quote basse e media, la funzione protettiva del bosco nei confronti di valanghe e frane. Nella regione di Davos la foresta tenderà invece a espandersi, soprattutto alle quote più elevate. L'effetto protettivo rispetto ai periculi naturali subirà quindi un tendenziale aumento, ma il valore ricreativo del paesaggio e la qualità degli habitat per le specie rare dovrebbero per contro ridursi. Nel Giura vodese, sui pascoli piantumati con alberi sparsi, il cambiamento climatico e gli effetti della nuova politica agraria potrebbero portare a una perdita strisciante di questi paesaggi ricchi di tradizione.

Identificare le zone di conflitto nelle aree alpine

La politica conosce già oggi numerosi provvedimenti che contribuiscono a reagire a queste sfide. Le analisi condotte nell'ambito del progetto di ricerca "Mountland" evidenziano tuttavia che settori politici quali ad esempio le politiche agricole e forestali dovrebbero essere armonizzati fra loro in misura ancora maggiore. In questo contesto la pianificazione territoriale assume un ruolo molto importante. Da un lato, la definizione di nuove categorie di spazio riferite esplicitamente a zone di conflitto fra servizi agricoli e forestali potrebbe servire ad agevolare il coordinamento dei singoli provvedimenti in materia di politiche ambientali, agricole e forestali. Ciò consentirebbe a Cantoni e Comuni di stabilire delle priorità nella pianificazione dei propri paesaggi alpini al fine di impiegare in maniera efficiente gli esigui proventi delle imposte. Tutto ciò risulterebbe particolarmente interessante nel caso in cui Cantoni e Comuni progettassero ricomposizioni particellari al fine di rendere disponibile una maggiore superficie edificabile come previsto dalla revisione della LPT. D'altro canto, i risultati del progetto "Mountland" sottolineano anche come debbano assolutamente essere preservate le possibilità di intervento a livello regionale. Gli effetti dei cambiamenti climatici saranno infatti molto diversi nei vari ambienti naturali e sono solo pochi gli strumenti e gli approcci in grado di garantire indistintamente la stessa efficacia in tutte le regioni alpine.

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