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12.03.2012

Riscaldamento climatico: le precipitazioni nevose sono diminuite nettamente alle basse e medie altitudini

Val d'Hérens, janvier 2011
Mentre la mancanza di neve sulle Alpi spesso è dovuta a episodi di siccità, come qui, nell’aprile 2011 a 2200 m nella Val d'Hérens (VS), l'effetto dell'aumento di temperatura si nota particolarmente in bassa quota.
Valais
Per la gioia degli sciatori, l’inverno 2012 è stato caratterizzato da un eccellente innevamento. Le bassissime temperature di febbraio hanno fatto dimenticare un po’ il riscaldamento climatico e la diminuzione dell’innevamento. Vallese, 2500 m, febbraio 2012 
Alpes vaudoises, février 2012
Sotto i 700 m, come qui nello Chablais, si è avuto un altro inverno con poca neve rispetto alla media degli ultimi anni, nonostante una quantità di precipitazioni superiore alla media.
Fotografie: Martine Rebetez
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Dalla fine degli anni ‘70, in Svizzera la percentuale di neve rispetto alle precipitazioni piovose si è decisamente ridotta, soprattutto a bassa quota. Un gruppo di ricerca degli istituti di ricerca WSL e SLF ha applicato un nuovo metodo per analizzare la relazione tra innevamento e aumento delle temperature.

Molta neve in quota, quasi niente in pianura: questo è in sintesi l’inverno attuale a nord delle Alpi. Tra dicembre e febbraio le quantità di precipitazioni sono state superiori alla media, ma sotto i 700 m sono state principalmente a carattere piovoso per effetto delle temperature elevate. Ancora una volta le regioni di pianura hanno dunque assistito a un inverno poco nevoso. In quota, per contro, la neve è caduta in abbondanza e le condizioni invernali sono ancora ben marcate.

L’effetto del riscaldamento climatico sull’innevamento è un settore di ricerca molto complesso poiché la temperatura non è il solo parametro da considerare: anche la frequenza e l’intensità delle precipitazioni, tra l’altro, giocano un ruolo determinante. Se alcuni inverni sono poco nevosi, ciò può essere dovuto sia a episodi di siccità che a temperature troppo miti. Spesso quindi l'influenza del il riscaldamento climatico non è facile da quantificare.

Scienziati degli istituti di ricerca WSL e SLF sono riusciti ad analizzare la relazione tra l’innevamento e il riscaldamento climatico in maniera indipendente dalle quantità di precipitazioni cadute.

Grazie alle osservazioni a lungo termine raccolte in 76 stazioni meteorologiche di MeteoSvizzera e dell’SLF, Gaëlle Serquet, Christoph Marty, Jean-Pierre Dulex e Martine Rebetez hanno evidenziato come negli ultimi 60 anni la neve abbia lasciato sempre più spesso il posto alla pioggia. Tale cambiamento appare repentino soprattutto a partire dagli anni '70, in diretta correlazione con l’aumento delle temperature.

Finora il cambiamento si è manifestato principalmente in bassa e media quota, cioè soprattutto sotto i 1000 m e fino ai 1500 m, dove le temperature sono state spesso vicine al punto di fusione di 0 °C. L’aumento di 0,57 °C per decennio misurato negli ultimi 30 anni ha quindi trasformato la neve degli anni '70 nella pioggia degli anni 2000.

I risultati ottenuti dai ricercatori mostrano che là dove negli anni '70 le temperature erano superiori a -2,7 °C in inverno, la neve spesso negli ultimi trent'anni cadeva spesso sotto forma di pioggia. Così, alcune stazioni di osservazione a bassa quota hanno perso oltre il 60% delle loro precipitazioni nevose, mentre ad alta quota, con temperature invernali medie di -8 °C o -10 °C, non sono state registrate diminuzioni significative.

Su questa base i ricercatori possono prevedere la diminuzione media dell’innevamento attesa per i prossimi decenni in base all’aumento previsto delle temperature.

Pubblicazione originale

Serquet, G., C. Marty, J.‐P. Dulex, and M. Rebetez (2011), Seasonal trends and temperature dependence of the snowfall/precipitation‐day ratio in Switzerland, Geophys. Res. Lett., 38, L07703, doi:10.1029/2011GL046976.

L’articolo scientifico completo vi sarà inviato su richiesta.

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