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Comunicato stampa, 17.04.2012

Un inverno pieno di contrasti

Panoramica sull'inverno 2011/2012

Dalla scarsezza di neve ai nuovi record, dal grande gelo al caldo sopra la media, valli isolate e una situazione eccezionale per quanto riguarda gli scivolamenti per reptazione: ecco come si è presentato l'inverno appena concluso. Sulle Alpi svizzere 15 persone hanno perso la vita a causa delle valanghe.

Andamento dell'inverno

Neuschnee
Foto 1: Presso molte stazioni di rilevamento la quantità di neve fresca misurata nell'inverno 2011/12 fra dicembre e gennaio ha stabilito nuovi record. L'altezza totale della neve fresca massima riferita a questi due mesi è stata registrata a Elm, sulle Alpi Glaronesi, con 824 cm (foto: SLF/HU. Rhyner, 13.02.2012).

Dai quotidiani di gennaio: "Andermatt sotto alla neve. Squadre sgombraneve al lavoro ininterrottamente. A causa del pericolo di valanghe, la valle è tagliata fuori dal mondo." Titoli come questi sono stati molto frequenti questo inverno. Un inverno che tuttavia era cominciato con una estrema scarsità di neve fino ad alta quota. Una rapida occhiata alle statistiche pluriennali dell'SLF dimostra infatti che bisogna tornare indietro all'anno 1953 per trovare così poca neve come all'inizio di dicembre del 2011. Il 3 dicembre sono poi iniziate le precipitazioni, e dalla carenza di neve la situazione si è capovolta sorprendentemente fino alla fine del mese.

In gennaio si sono avute poi nuove abbondanti nevicate. A tratti è stato necessario sbarrare strade e linee ferroviarie. Sono tornati alla mente i ricordi dell'inverno catastrofico del 1999. A eccezione del versante sudalpino centrale, dell'Alta Engadina e della Val Poschiavo, alla fine di gennaio erano presenti a 2000 m di quota oltre 200 cm di neve, una quantità superiore alla media. Nelle regioni settentrionali i maggiori danni materiali sono stati causati soprattutto da neve slittante e scivolamenti per reptazione.

Alla fine di gennaio le temperature sono diminuite nettamente e sono rimaste molto rigide fino al 20 di febbraio. Successivamente si sono avute due fasi calde che hanno umidificato il manto nevoso. Il 29 febbraio la soglia dello zero termico è salita fin oltre i 3000 m. La fine dell'inverno è stata mite. A Pasqua ha nevicato ancora una volta fino a bassa quota.

Nuovi record per neve fresca e altezza del manto nevoso

Gleitschneelawinen
Foto 2: Gli scivolamenti per reptazione hanno caratterizzato per molti mesi la situazione valanghiva dell'inverno 2011/12 in ampie zone delle Alpi svizzere, come ad esempio ad Arosa, nei Grigioni, all'inizio di marzo 2012 (foto: copyright@FotoHomberger).

Fra l'inizio di dicembre e la fine di gennaio, in oltre la metà delle stazioni SLF è stata rilevata una quantità di neve fresca doppia, se non addirittura tripla, rispetto alla media pluriennale del periodo. Presso molte stazioni di rilevamento l'altezza totale della neve fresca riferita ai 30 giorni dall'11 dicembre al 9 gennaio si è avvicinata molto a stabilire nuovi primati. In alcune di esse i record sono stati addirittura superati, come ad esempio a Ulrichen (1350 m) con 456 cm, o a Samedan (1750 m) con 192 cm.

In gennaio anche l'altezza del manto nevoso ha raggiunto nuovi record. In data 25.01.2012, in molte località svizzere era presente una quantità di neve mai così elevata in questo periodo dall'inizio delle rilevazioni (60 anni fa): sul Weissfluhjoch sopra Davos sono stati registrati 270 cm. Un risultato che supera di 20 centimetri quello che finora era il valore massimo (250 cm), risalente al 25.01.1951.

In novembre, febbraio e marzo ha nevicato molto poco. Questo è il motivo per cui l'altezza totale della neve fresca dell'intero inverno si colloca solamente all'interno della media. Il mese di marzo, di 3 o 4 °C più caldo del solito, ha fatto sì che in molti punti le grandi quantità di neve si sciogliessero fino a raggiungere un livello normale.

Manto nevoso e valanghe

Quando in dicembre si sono verificate abbondanti nevicate sul terreno ancora scoperto, quest'ultimo era ancora relativamente caldo. Ciò ha causato un marcato slittamento della neve durante tutto l'inverno nelle regioni settentrionali. Sono state osservate fenditure da slittamento dello spessore di diversi metri e sovente si sono avuti scivolamenti per reptazione di medie dimensioni che hanno in parte minacciato le vie di comunicazione esposte e le piste da sci.

Secondo la stima del pericolo di valanghe contenuta nei bollettini delle valanghe, l'inverno 2011/12 è stato mediamente pericoloso. Il grado di pericolo "forte" (grado 4) è stato raggiunto per 13 giorni nelle regioni del versante nordalpino, del Vallese e dei Grigioni. Le abbondanti nevicate e i venti tempestosi hanno causato periodi di elevata attività valanghiva. Le grandi quantità di neve hanno tuttavia comportato una struttura del manto nevoso piuttosto favorevole. In generale, gli strati profondi del manto erano ben consolidati. A febbraio, nella fascia superiore della coltre di neve si sono formati degli strati fragili che sono stati coinvolti dai distacchi provocati soprattutto da persone. A causa delle temperature elevate di fine febbraio, la coltre nevosa si è umidificata causando un'elevata attività di valanghe di neve bagnata. A marzo la situazione valanghiva era spesso favorevole per gli appassionati di sport invernali. In seguito alle nuove nevicate, in aprile il pericolo di valanghe è aumentato leggermente.

15 vittime da valanga

Rispetto ad altri anni, questo inverno si sono verificati maggiori danni materiali ma meno incidenti da valanga con il coinvolgimento di persone. All'SLF sono state segnalate 83 valanghe che hanno coinvolto un totale di 109 persone. 24 sono stati i feriti e 15 persone hanno perso la vita in 14 incidenti da valanga. Il numero delle vittime fino alla metà di aprile è notevolmente inferiore alla media pluriennale riferita a un anno intero (25 vittime da valanga).

Bollettini delle valanghe

L'SLF ha iniziato a pubblicare quotidianamente il bollettino nazionale delle valanghe il 6 dicembre 2011. Dal 14 dicembre 2011 al 15 aprile 2012 ha inoltre diffuso anche i bollettini regionali delle valanghe. Il bollettino nazionale delle valanghe è pubblicato ogni giorno fino a nuovo ordine. Può essere consultato sul sito www.slf.ch o con l'app"White Risk Mobile". È inoltre possibile ascoltarlo telefonando al numero 187 (0.90 CHF/min), leggerlo alla pagina 782 di Teletext e riceverlo in abbonamento tramite i feed RSS. Durante l'estate è inoltre attivo un servizio di allerta via SMS che segnala la pubblicazione di un bollettino delle valanghe (per richiedere il servizio inviare un SMS con il messaggio START SLF SOMMER al numero 9234, per interromperlo inviare un SMS con il messaggio STOP SLF SOMMER al 9234, 0.20 CHF per ogni SMS).

Rimandiamo inoltre al bollettino meteo alpino pubblicato da MeteoSvizzera (www.meteosvizzera.ch, tesdeco fax 0900 162 338, francese fax 0900 162 368, 2.00 CHF/min, o tedesco telefono 0900 162 138, francese telefono 0900 162 168, 1.20 CHF/min).

Per maggiori informazioni

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  • Comunicato stampa: Acrobat pdf (79Kb)

Persone di riferimento

Christine Pielmeier e Gian Darms, servizio di prevenzione del pericolo di valanghe, WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF, tel. 081 417 01 25, pielmeier@slf.ch, tel. 081 417 01 24, gian.darms@slf.ch

Cornelia Accola e Julia Wessels, Comunicazione,WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF, tel. 081 417 02 34, cornelia.accola@slf.ch, tel. 081 417 02 86, wessels@slf.ch