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Blue-Green Biodiversity: una nuova comunità di ricerca di Eawag e WSL

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Il consiglio dell’ETH consolida la ricerca interdisciplinare sulla biodiversità del WSL e dell’Eawag al fine di trovare nel più breve tempo possibile delle risposte alle pressanti sfide sociali legate alle perdite di specie.

 

Il consiglio dell’ETH stanzia 6,5 milioni di franchi per la comunità di ricerca strategica «Blue-Green Biodiversity» dell’Eawag e del WSL. L’iniziativa mira a consolidare negli anni dal 2020 al 2024 la ricerca ambientale riconosciuta a livello internazionale dei due istituti federali di ricerca Eawag e WSL, orientando gli sforzi verso un obiettivo comune: lo studio interdisciplinare della «biodiversità blu-verde», cioè la biodiversità acquatica e terrestre. L’obiettivo è trovare nel più breve tempo possibile soluzioni per le pressanti sfide sociali legate alla scomparsa delle specie a livello mondiale.

Presso l’Eawag e il WSL sono tutti in fermento. Il professore dell’Eawag Florian Altermatt, corresponsabile dell’iniziativa di ricerca, è convinto: «L’iniziativa ci offre l’emozionante opportunità di consolidare la cooperazione tra i nostri istituti». Presso entrambi gli istituti lavorano ricercatori dotati di conoscenze specialistiche e modi di vedere incomparabili nel campo della biodiversità acquatica e terrestre. Essi utilizzano inoltre una vasta gamma di approcci e strumenti teorici. «La collaborazione più stretta ci consente di fornire un contributo fondamentale affinché vengano ridotte al minimo le perdite della diversità biologica e dei servizi ecosistemici», sottolinea Florian Altermatt.

Progredire rapidamente insieme

Il tempo stringe. Un gruppo ristretto ha già iniziato i lavori. «Abbiamo intenzione di elaborare rapidamente le prime proposte di soluzione, se possibile già entro la fine di quest’anno», conferma la professoressa del WSL Catherine Graham, che guida la comunità di ricerca insieme a Florian Altermatt. In una prima fase si tratterà di identificare i progetti di ricerca con i quali di ricercatori possono partire subito. Inizialmente, l’attenzione si concentrerà quindi sulle serie di dati già esistenti, che potranno essere valutate o analizzate con l’aiuto di modelli numerici. «Abbiamo però anche iniziato a creare una comunità di ricerca blu-verde internazionale per trovare le soluzioni ai problemi ambientali più urgenti e fornire ispirazione a una nuova generazione di ricercatori. Questa comunità è attrezzata al meglio per affrontare gli attuali problemi che minacciano la biodiversità», conclude Catherine Graham.

 

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