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Gli alberi non formano nuovo legno se manca pressione d'acqua

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Sapere come le piante gestiscono la crescita del legno è importante se si vuole sapere quanto carbonio possono assimilare i boschi dall’atmosfera. Fino ad oggi la scienza partiva dal presupposto che la forza trainante di questa crescita fosse il carbonio assorbito negli aghi. Un recente studio internazionale svolto sotto la guida dell’Istituto federale di ricerca WSL ha tuttavia dimostrato che il processo dipende anche dalla pressione dell’acqua nel fusto.

 

Sapere come le piante gestiscono la crescita del legno è importante se si vuole sapere quanto carbonio possono assimilare i boschi dall’atmosfera. Fino ad oggi la scienza partiva dal presupposto che la forza trainante di questa crescita fosse il carbonio assorbito negli aghi. Un recente studio internazionale svolto sotto la guida dell’Istituto federale di ricerca WSL ha tuttavia dimostrato che il processo dipende anche dalla pressione dell’acqua nel fusto.

 

È più importante la luce o l’acqua?

Gli alberi situati in luoghi con abbondante acqua producono più legno di quelli situati invece in luoghi dove il terreno si asciuga più rapidamente o piove meno. Prima di iniziare lo studio, le scienziate e gli scienziati si aspettavano che nei siti più siccitosi un surplus di luce solare avrebbe causato anche una maggiore crescita.

Per chiarire questa sorprendente osservazione, il WSL ha allestito delle aree di saggio su pendii situati a diverse altitudini, alcuni ombreggiati ed esposti a nord e altri fortemente soleggiati ed esposti a sud. Qui i ricercatori hanno esaminato a cadenza settimanale la crescita del legno di larici e abeti rossi. A tal fine hanno prelevato delle carotine dalla zona di accrescimento di circa 40 tronchi di conifere. Nello stesso tempo, numerosi strumenti di misura e sensori hanno registrato costantemente i dati del terreno, così come le precipitazioni e la temperatura dell’aria. Inoltre, è stata misurata la quantità d’acqua evaporata dalle piante.

«Questo studio è il primo che ha misurato precisamente, ogni settimana, e per un periodo così lungo, la crescita del legno su alberi adulti in ambiente naturale», afferma Richard Peters (WSL), primo autore di un articolo pubblicato recentemente sulla rivista scientifica «New Phytologist». «Questo esperimento ci ha offerto un’opportunità unica di descrivere il ruolo della penuria d’acqua come fattore limitante la crescita», sottolinea l’esperto di fisiologia degli alberi.

Meno massa legnosa a causa del cambiamento climatico

Lo studio svolto dai ricercatori è importante per valutare l’impatto del cambiamento climatico globale sulla crescita del legno. Gli studi condotti sinora sulla crescita del legno si erano concentrati soprattutto sul ruolo del carbonio assimilato durante la fotosintesi (vedi nota a piè di pagina). In futuro, occorrerà concentrare maggiormente l’attenzione anche sull’approvvigionamento idrico degli alberi e sulla pressione dell’acqua nel legno. Infatti, le estati più siccitose causate dal cambiamento climatico avranno un impatto anche sulla pressione dell’acqua e quindi sulla crescita del fusto. Le stime mondiali sulla ricrescita del legno nei boschi potrebbero quindi essere corrette al ribasso.

Un esempio di calcolo: se entro il 2050 la temperatura media aumenterà di circa 3 gradi Celsius, a parità di precipitazioni la fase di crescita estiva per gli abeti rossi e i larici – già solo a causa dell’insufficiente pressione dell’acqua – durerebbe circa 18 giorni in meno rispetto ai luoghi con più acqua. La penuria idrica riduce quindi la crescita annuale del legno.

«Per il momento, non siamo ancora stati in grado di rispondere alla domanda su cosa accada con il nuovo carbonio assimilato quando la pressione dell’acqua è troppo bassa durante i periodi di siccità», conclude il responsabile dello studio Patrick Fonti (WSL). Sulla base dei dati raccolti sinora, le ulteriori ricerche nella Lötschental potrebbero fare più chiarezza su questi aspetti oscuri alla crescita degli alberi.

 

Nota a piè di pagina: Detto in parole povere, durante la fotosintesi il pigmento verde clorofilla contenuto negli aghi e nelle foglie degli alberi trasforma l’acqua e l’anidride carbonica in zucchero e ossigeno con l’aiuto della luce del sole.

 

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