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Censimento delle piazze dei carbonai nel Canton Ticino e Moesano

 

Percorrendo i versanti montani s'incontrano sovente i pianori dove un tempo si erigeva la carbonaia e si produceva il carbone. Queste piazze si possono riconoscere osservando attentamente il terreno e le strutture. Nell'ambito di una ricerca multidisciplinare sulla storia della protoindustria del carbone di legna al Sud delle Alpi, abbiamo realizzato una cartografia completa delle piazze dei carbonai in 6 aree di studio per un totale di oltre 1100 oggetti censiti.

In questa pagina trovate:

  • Cos'è una piazza dei carbonai?
  • Perché queste piazze sono tanto frequenti sulle nostre montagne?
  • Come riconoscere una piazza dei carbonai.
  • Come distinguere una piazza da un comune terrazzo agricolo.
  • Come calcolare le coordinate e l'altitudine della piazza.
  • Resoconto sui progressi del censimento
  • Galleria di immagini sul mestiere e sulle piazze dei carbonai.
 

Cos'è una piazza dei carbonai?

Le piazze dei carbonai sono i luoghi dove nei secoli passati si produceva il carbone di legna col metodo tradizionale della carbonaia, ossia prima allestendo una catasta conica o emisferica di legna ricoperta con materiale isolante (fogliame, frasche, pacciame, terra bagnata, piote umide o simili), e poi dando fuoco e controllando la cottura della legna fino a carbonizzazione ultimata. La copertura serviva per evitare che la legna semplicemente bruciasse riducendosi in cenere. Infatti per trasformare la legna in carbone si doveva scaldare la catasta fin verso i 350-400° e per tempi anche abbastanza lunghi (anche più giorni), ma limitando al minimo l'apporto di ossigeno, ossia evitando una combustione generalizzata. Lo spazio dove si edificava la carbonaia doveva essere perfettamente orizzontale. Per questo si realizzava una sorta di piazza modificando localmente il versante tramite uno scavo verso monte e il riporto del materiale estratto verso valle. In molti casi a sostegno del terrapieno veniva posto anche un muretto.

 

  

Perché queste piazze sono tanto frequenti sulle nostre montagne?

Basandoci sui dati raccolti sul terreno possiamo stimare in diverse decine di migliaia il numero di piazze dei carbonai presenti nell'area del Canton Ticino e del Moesano. Questa frequenza così alta è dovuta alle particolari vicende forestali che interessarono le vallate ticinesi, in conseguenza soprattutto del vincolo storico e geografico che legava le nostre montagne alle grandi città di pianura. Il carbone di legna prodotto in Ticino e nel Moesano era destinato soprattutto all'esportazione verso i centri lombardi (Milano in primo luogo) principalmente lungo le vie fluviali e lacustri, e i canali navigabili (i navigli). Già nel tardo Medioevo, e fino all'avvento dei combustibili fossili (carbone minerale, petrolio) e dell'elettricità, il carbone di legna era molto apprezzato in tutti i centri urbani di pianura come combustibile pregiato facilmente trasportabile. In particolare nell'Ottocento le riserve forestali di pianura scarseggiavano e i prezzi del legname sui mercati cittadini crescevano, cosicché l'esportazione di carbone vegetale dalle regioni di montagna anche più discoste divenne un affare redditizio. Nel corso dell'Ottocento si spogliarono così molti versanti montani ticinesi per produrre enormi quantitativi di legname e carbone da esportazione.

 

 

Come riconoscere una piazza dei carbonai

Ecco alcune caratteristiche fondamentali delle piazze dei carbonai. Impariamo così a riconoscerne la forma, la struttura oltre ad alcune particolarità.

 

 

Per produrre il carbone di legna era necessaria una superficie orizzontale. Lavorando nei boschi montani i carbonai dovevano quindi realizzare una piazza modificando localmente il versante. Lo schema mostra in profilo la costruzione della piazza.

 

 

Normalmente si procedeva con uno scavo verso monte, accumulando poi il materiale estratto verso valle. In molti casi, a sostegno del terrapieno, veniva costruito anche un muretto sfruttando le pietre ricavate dallo scavo verso monte.

 

 

Ecco come si presenta, tipicamente e in modo schematico, una piazza posta su un pendio montano. Una piazza presenta una superficie orizzontale di forma più o meno ovale o ellittica.

 

 

Quando la piazza era ancora utilizzata questa superficie era mantenuta perfettamente piana. Con l'abbandono e col passare del tempo l'erosione può alterare questa orizzontalità. Ma in alcuni settori questa dovrebbe essere ancora evidente.

 

 

Le dimensioni di questa superficie piana sono comprese di solito tra 7-14 metri di lunghezza per 4-8 metri di larghezza.

 

 

Il muretto di sostegno (se presente) ha solitamente una forma arrotondata sui lati a “spicchio di luna”, ovvero segue un percorso più o meno arcuato, con uno sviluppo verticale (un 'altezza) maggiore al centro che diminuisce progressivamente fino ad estinguersi alle due estremità.

 

 

Normalmente il muretto è di fattura molto grezza e semplice, composto di pietre di diversa taglia giustapposte in modo approssimativo e frammiste a terra.

 

 

Visto di profilo il muretto mostra una verticalità del tutto approssimativa, sovente bombato o pendente verso monte, con alcune pietre molto più sporgenti di altre, altre volte strapiombante verso valle.

 

 

Talvolta al posto del muretto troviamo solo un terrapieno. Altre volte un terrapieno rinforzato con qualche pietra qua e là. Il muretto diventa necessario soprattutto quando la pendenza del versante è notevole.

 

 

Quando fu costruita la piazza dei carbonai si trovava in una zona boscosa. Il versante a monte della piazza doveva infatti offrire una sufficiente riserva di alberi da abbattere. Il legname tagliato veniva poi trascinato in discesa fino alla piazza per essere carbonizzato.

 

 

Sulla piazza, tra le pietre del muretto e soprattutto sul pendio subito a valle si dovrebbero trovare abbastanza facilmente dei frammenti di carbone derivanti direttamente dall’attività produttiva. Per poterli vedere si deve spostare il fogliame, o cercarli nei punti dove affiora direttamente la terra.

 

 

I frammenti di carbone dovrebbero essere presenti un po' ovunque sulla piazza e subito a valle, e non solo in un punto preciso, altrimenti potrebbe trattarsi di un singolo focolare e non di una carbonaia. Inoltre nel versante circostante la presenza di carbone dovrebbe essere nettamente minore.

 

 

I frammenti di carbone possono essere piuttosto piccoli (qualche millimetro) ma quasi sempre con un po' di pazienza se ne possono trovare anche di più grandi (qualche centimetro). Si riconoscono facilmente spezzandoli in due con le dita ed osservando la superficie di frattura lucida.

 

 

Talvolta è pure possibile riconoscere la tipica colorazione nerastra (1) della terra sulla carbonaia, più scura della terra brunastra (2) che si può raccogliere nel bosco circostante. Attenzione però, questo esercizio diventa difficile in caso di pioggia, poiché l'umidità scurisce ovunque il suolo.

 

 

Come distinguere una piazza da un comune terrazzo agricolo

A prima vista i terrazzi agricoli sono molto simili alle piazze. Ma alcune caratteristiche possono aiutarci nel fare una corretta distinzione.

 

 

Anche il terrazzo agricolo è una superficie piana costruita sul versante grazie a uno scavo verso monte e all’accumulazione del materiale estratto verso valle.

 

 

Ma di solito già all'origine la superficie era solo all'incirca piana e non perfettamente orizzontale come nel caso delle piazze dei carbonai.

 

 

Inoltre la forma della superficie piana è di solito più allungata (in certi casi anche diverse decine di metri) e vagamente rettangolare.

 

 

Il muro segue normalmente un percorso rettilineo. L'altezza del muro si mantiene grossomodo costante lungo tutto il percorso, senza diminuire in modo sensibile alle due estremità.

 

 

Il muro si presenta come una costruzione particolarmente solida, sovente eseguita con pietre scelte (talvolta anche sgrezzate) e giustapposte in modo serrato con molta perizia, quasi senza spazi per la terra negli interstizi tra le pietre.

 

 

Visto di profilo il muro presenta una notevole verticalità. Tutte le pietre sono ben allineate in verticale. Talvolta può essere leggermente pendente verso monte.

 

 

Sul terreno si può trovare qualche raro frammento di carbone (residuo di incendi o di abbrucciamenti intenzionali) ma in concentrazione nettamente inferiore rispetto al carbone presente su una piazza.

 

 

Quando fu costruito il terrazzo agricolo si trovava certamente in uno spazio perlopiù aperto con coltivazioni e/o frutteti, sovente in prossimità di edifici rurali.

 

 

Come calcolare le coordinate e l'altitudine della piazza

Per i molti che non possiedono uno strumento GPS e un altimetro per ottenere direttamente le coordinate e l'altitudine quando ci si trova sulla piazza, forniamo qui qualche consiglio su come procedere per acquisire questi dati. In generale per orientarsi nel bosco serve una mappa geografica molto dettagliata. Quando si visita o si scopre una piazza dei carbonai conviene sempre avere appresso una buona mappa geografica (quelle in scala 1 a 25'000 sono l'ideale), così da poter segnare su di essa il punto preciso dove si trova la piazza. In seguito, al rientro dall'escursione, si può facilmente calcolare le coordinate e l'altitudine con uno dei due metodi seguenti.

 

Metodo normale per calcolare le coordinate e l'altitudine della piazza

Quando parliamo di coordinate intendiamo la longitudine e latitudine espresse in metri secondo il sistema più comunemente usato in Svizzera. Per calcolare le coordinate di una piazza dei carbonai si deve prima di tutto trovare la località in questione su una mappa geografica 1 a 25'000, ossia su uno dei fogli ufficiali della Carta nazionale della Svizzera (edita dall'Ufficio federale di topografia).

In seguito si può facilmente determinare le coordinate del vertice in basso a sinistra (A) del quadrante chilometrico dove si trova la piazza (B). Per fare ciò basta osservare, sui margini della mappa, i numeri che contrassegnano le linee della griglia chilometrica. Quei numeri esprimono in chilometri la longitudine e latitudine. Nell'esempio seguente il vertice sud-ovest del quadrante (A) ha longitudine 716 km e latitudine 127 km.

Poi con un normale righello millimetrato, basta misurare sulla mappa la distanza orrizontale e verticale in centimetri tra quel vertice (A) e il punto dove si trova la piazza (B). Nell'esempio seguente abbiamo una distanza orizzontale di 3.4 cm e una distanza verticale di 2.5 cm. Moltiplicando x 250 queste distanze cartografiche in centimetri si ottengono le distanze reali in metri. Aggiungendo queste distanze reali alle coordinate del vertice A otteniamo le coordinate precise del punto B, ossia:

Longitudine: 716 km + 850 m = 716850 m.

Latitudine: 127 km + 625 m = 127625 m.

Utilizzando sempre la medesima mappa 1 a 25'000 possiamo anche facilmente stimare l'altitudine della piazza dei carbonai. Per fare ciò basta osservare le cosiddette curve di livello che sono riportate come linee serpeggianti di colore beige (marrone chiaro) su tutti i fogli nazionali. Ogni linea segna un dislivello di 20 metri. Ogni 5 linee successive se ne trova una un po' più spessa che indica i 100 metri. Così nel nostro esempio di prima vediamo che la piazza si trova un poco più in alto della curva di livello più spessa dei 900 metri. Per l'esattezza si trova a metà tra questa curva spessa e quella successiva dei 920 metri. Quindi possiamo stimare per la piazza un'altitudine di 910 metri sul livello del mare.

Metodo speditivo per calcolare le coordinate della piazza

In alternativa alle mappe cartacee si può anche consultare l'ottimo sito internet geografico della confederazione http://ab.swisstopogeodata.ch dove è possibile visionare tutte le carte topografiche nazionali. In particolare si possono vedere anche le mappe 1 a 25'000 selezionando in entrata la casella che attiva le carte a pixel. Il sito permette di spostarsi virtualmente su tutto il territorio svizzero, ingrandendo a piacimento e andando a cercare proprio la località desiderata. Inoltre si può sempre leggere in tempo reale la propria posizione, poiché le coordinate appaiono sempre aggiornate sotto la mappa. Volendo si può persino misurare la distanza tra due punti.

Vi sono anche altri siti internet simili, ma non così performanti, come ad esempio:

 

Resoconto sui progressi del censimento 2022

Attualmente le piazze censite e cartografate sono oltre 1700. Oltre all'analisi distributiva (vedi ad esempio Krebs et al. 2017 The selection of suitable sites for traditional charcoal production), abbiamo intrapreso delle ricerche storiche negli archivi  e delle datazioni su dei carboni prelevati nel suolo delle piazze dei carbonai (luoghi di produzione dove si cuoceva la legna per produrre il carbone) allo scopo di trovare elementi di risposta in merito alla cronologia dell'industria del carbone di legna nelle valli della Svizzera sudalpina.

Abbiamo così scoperto che la maggior parte delle imprese di carbonizzazione risalgono a periodi piuttosto recenti (Settecento e soprattutto Ottocento), ma vi sono anche prove consistenti di carbonizzazioni a partire dal tardo Medioevo e persino in epoca Romana.

La tabella seguente mostra in sintesi i dati raccolti nelle 6 aree di studio. Cliccando sul nome dell’area si accede alla relativa mappa che mostra nel dettaglio la superficie coperta e la distribuzione delle piazze. I dati qui sono sono ancora del 2010 e verranno attualizzato all'occasione.

area di studiosuperficieno. piazze
Broglio3.1 km2145
bassa Valle d’Arbedo3.2 km2126
alta Valle d’Arbedo3.9 km2347
alta Valle Morobbia6.1 km2347
Monte Carasso0.5 km249
Valle di Muggio4.7 km2285
totale21.5 km21299
 

Galleria di immagini sul mestiere e sulle piazze dei carbonai

 
Immagine 1 di 21
Il lavoro del carbonaio in un'illustrazione italiana del Cinquecento. Partendo da destra vediamo il carbonaio che porta la legna, la catasta di legna a quattro palchi con camino verticale, e la carbonaia coperta e in funzione col fumo che scaturisce da alcuni fori. Carugo, Adriano (a cura di); 1977. Vannoccio Biringuccio. De la pirotechnia 1540. Milano: Edizioni Il Polifilo, p. 62.
Immagine 2 di 21
Una carbonaia fumante nei Pirenei francesi. Bonhote, Jérôme; 1998. Forges et forêts dans les Pyrénées Ariégeoises. Pour une histoire de l'environnement. Aspet: PyréGraph, p. 35.
Immagine 3 di 21
Una piazza dei carbonai nella faggeta a monte di Arbedo (Canton Ticino, Bellinzona, località Munt dal'Ava, altitudine 815 m, longitudine 724805 m, latitudine 118470 m). Si noti l'essenzialità del muretto verso valle: in pratica si tratta di un terrapieno rinforzato con pietre impilate senza particolare cura in modo discontinuo e speditivo, con un altezza massima di 80 cm. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 4 di 21
La medesima piazza nella faggeta a monte di Arbedo, vista ancora da valle ma da un'altra angolazione. Ancora bene in evidenza la struttura alquanto grezza del muretto. Si noti inoltre la tinta nerastra del terreno sulla sinistra in primo piano. Questa colorazione è data dalla notevole presenza nel suolo di frammenti e polvere di carbone. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 5 di 21
Sempre la medesima piazza nella faggeta a monte di Arbedo. Vista dall'alto la superficie orizzontale della piazza si presenta nella sua forma più tipica, ovale o ellittica, grossomodo come il profilo di un pallone da rugby. La sua lunghezza è di 10 metri per 6 di larghezza. L'accumulazione di foglie e detriti tende a nascondere lo scavo verso monte. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 6 di 21
Piazza dei carbonai sul versante ombroso della Valle di Arbedo (località Taiáda, altitudine 864 m, longitudine 724955 m, latitudine 118375 m). Vista da valle questa piazza presenta un muretto alquanto solido, ben strutturato e di notevole sviluppo sia orizzontale (8 metri) che verticale (altezza massima 140 cm). Il muretto comprende anche pietre di notevoli dimensioni. Questa è la migliore qualità che si può osservare fra i muretti di sostegno delle piazze dei carbonai. Una qualità quasi equivalente a quella dei muri dei terrazzi agricoli. Ma come detto si tratta di un caso estremo, poiché il più delle volte i muretti delle piazze sono molto meno curati. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 7 di 21
La medesima piazza vista di lato. Si noti il percorso leggermente arcuato del muretto verso valle. Particolarità tipica dei muretti delle piazze, per meglio adattarsi alla base circolare della grande catasta di legna emisferica che veniva edificata sopra la piazza. Si tratta di una piazza piuttosto grande (14 x 9 metri). Due betulle sono cresciute presso il ciglio del muretto a seguito dell'abbandono del sito. In primo piano si scorge una sorta di muretto laterale, una specialità di questa piazza. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 8 di 21
Piazza dei carbonai sul versante solatio della Valle di Arbedo (località Valsción, altitudine 1205 m, longitudine 727513 m, latitudine 118527 m). Questa piazza presenta una vasta superficie orizzontale di forma vagamente trapezoidale (9 m x 6 m). Sul bordo verso valle troviamo unicamente un terrapieno irregolarmente rinforzato con qualche pietra qua e là. L'assenza di un vero muretto verso valle e la presenza di numerosi pecci (abeti rossi) cresciuti direttamente sulla piazza, rendono meno appariscente questa struttura. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 9 di 21
Piazza dei carbonai sul versante solatio della Valle di Arbedo (località i Bolísc, altitudine 1087 m, longitudine 727880 m, latitudine 118164 m). Questa piazza si presenta ancora in ottimo stato di conservazione, malgrado gli alberi cresciuti sopra. In particolare lo scavo verso monte appare ancora ben evidente, come pure l'orizzontalità della superficie, segno che l'abbandono definitivo della struttura avvenne in tempi non troppo remoti. Si noti nello schema in alto a destra la forma regolare della piazza, come un ellisse rigonfia sul lato a monte. Si tratta di una forma molto ricorrente tra le piazze visitate. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 10 di 21
La medesima piazza vista dal lato opposto. Verso valle e nella parte centrale il terrapieno sfrutta come sostegno naturale un grosso masso tondeggiante, nonché un muretto costruito sopra il masso. Il piccolo riquadro in basso a destra mostra come si presenta quel muretto visto da valle. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 11 di 21
Lo sradicamento di un albero cresciuto su di una piazza dei carbonai in Valle di Arbedo (località Vall dala Pèscia, altitudine 1265 m, longitudine 728120 m, latitudine 118282 m) espone in bella mostra il contenuto notevolissimo di frammenti di carbone presente nel sottosuolo. Fototeca WSL-Bellinzona.
Immagine 12 di 21
Le fasi di costruzione di una carbonaia secondo un'illustrazione francese del Settecento. Si noti il tracciamento del cerchio, il livellamento del terreno, la costruzione del camino e dei palchi nonché la copertura a catasta ultimata. Duhamel du Monceau, Henry-Louis; 1761. L’Art du Charbonnier ou manière de faire le charbon de bois. Paris: Jean Desaint & Charles Saillant, Planche I.
Immagine 13 di 21
Le fasi di cottura della carbonaia secondo un'illustrazione francese del Settecento. In primo piano a sinistra si vede l'accenzione della carbonaia tramite immissione di carboni ardenti a partire dalla sommità del camino centrale verticale. Si noti le protezioni contro i venti dominanti predisposte per scongiurare il ravvivarsi della combustione sotto vento e una cottura disomogenea all'interno della carbonaia. In secondo piano a destra scorgiamo i carbonai che regolano la cottura praticando dei fori nel mantello. A sinistra vediamo una carbonaia in fase di spegnimento: si noti il collassamento della struttura dovuto alla notevole perdita di volume nella trasformazione del legno in carbone. Duhamel du Monceau, Henry-Louis; 1761. L’Art du Charbonnier ou manière de faire le charbon de bois. Paris: Jean Desaint & Charles Saillant, Planche II.
Immagine 14 di 21
Preparazione di una carbonaia in Ticino durante l'ultimo periodo bellico, allorquando le difficoltà di approvvigionamento in combustibili fossili imposero un forzato ritorno ai combustibili vegetali tradizionali. Si tratta di una carbonaia a gradini, ovvero composta da un unico strato di legna (detto anche palco) che circonda il camino centrale. I tondelli erano posati concentricamente in posizione obliqua con il capo inclinato verso l'asse del camino. Si scorge il retro di un automobile oltre il cumulo di legname. Per le automobili si prospettava un futuro florido, mentre che per il mestiere dei carbonai si trattava dell'ultimo risveglio prima dell'oblio definitivo. Balli, Federico; Martini, Giuseppe; 1996. Valle Bavona: il passato che rivive [Contiene la ristampa di: Federico Balli, Valle Bavona: impressioni e schizzi dal vero, Torino, 1885]. Cavergno: Fondazione Valle Bavona; Locarno: Armando Dadò editore, p. 203 (fotografia di W. Müller).
Immagine 15 di 21
Carbonaia fumante in Ticino durante l'ultimo periodo bellico. La copertura era composta in questo caso da fogliame e terra umida. Per sostenere sui fianchi la carbonaia ed evitare cedimenti strutturali si addossava dei tondelli a raggiera. Si noti la fuoriuscita del fumo dai fori praticati a intervalli regolari nel mantello. Balli, Federico; Martini, Giuseppe; 1996. Valle Bavona: il passato che rivive [Contiene la ristampa di: Federico Balli, Valle Bavona: impressioni e schizzi dal vero, Torino, 1885]. Cavergno: Fondazione Valle Bavona; Locarno: Armando Dadò editore, p. 203 (fotografia di W. Müller).
Immagine 16 di 21
Donne che trasportano verso valle voluminosi sacchi di carbone: un mestiere un tempo molto diffuso anche tra le donne ticinesi, come testimonia Abele Sandrini nel suo bel libro. Sandrini, Abele; 1985. Boschi, boscaioli e fili a sbalzo. Locarno: Armando Dadò editore, p. 49.
Immagine 17 di 21
Due portatori (forse padre e figlio) con la bastina che serviva per proteggere il collo e le spalle, e governare meglio il carico, quando si trasportava sul dorso per lunghi tratti grosse quantità di legname o carbone. Freuler, Bernhard; 1906. Die Holz- und Kohlentransportmittel im südlichen Tessin. In: Schweizerisches Archiv für Volkskunde [Basel: Verlag der Schweiz. Gesellschaft für Volkskunde], Zehnter Jahrgang, Heft 1 und 2, Separat-Abdruck, 21 pp., Fig. 34.
Immagine 18 di 21
Sacco di carbone giunto a valle alla stazione di arrivo di un filo a sbalzo. In dialetto il sacco molto capace e robusto con cui si trasportava il carbone era detto la bissaca de carbon (si legga alla voce bisacca nel Vocabolario dei dialetti della Svizzera Italiana), sovente pari a un moggio di carbone, ossia a un volume di circa 0.56 metri cubi, equivalenti a circa 110 kg di carbone. In certi casi però poteva essere più piccolo (mèza bissaca, bissachin) o più grande (bissacon). Freuler, Bernhard; 1906. Die Holz- und Kohlentransportmittel im südlichen Tessin. In: Schweizerisches Archiv für Volkskunde [Basel: Verlag der Schweiz. Gesellschaft für Volkskunde], Zehnter Jahrgang, Heft 1 und 2, Separat-Abdruck, 21 pp., Fig. 33.
Immagine 19 di 21
Sacchi di carbone caricati sui muli. Freuler, Bernhard; 1906. Die Holz- und Kohlentransportmittel im südlichen Tessin. In: Schweizerisches Archiv für Volkskunde [Basel: Verlag der Schweiz. Gesellschaft für Volkskunde], Zehnter Jahrgang, Heft 1 und 2, Separat-Abdruck, 21 pp., Fig. 4.
Immagine 20 di 21
Sacchi di carbone caricati su di un carro. Questo tipo di carro a due ruote era denominato bara o barra, con la stessa parola dialettale con cui si indicava anche la bara o il feretro per i defunti. Freuler, Bernhard; 1906. Die Holz- und Kohlentransportmittel im südlichen Tessin. In: Schweizerisches Archiv für Volkskunde [Basel: Verlag der Schweiz. Gesellschaft für Volkskunde], Zehnter Jahrgang, Heft 1 und 2, Separat-Abdruck, 21 pp., Fig. 23.
Immagine 21 di 21
Barcone carico di legname e sacchi di carbone. La montagna sullo sfondo è il San Salvatore, quindi la riva in primo piano è quella del Ceresio nei pressi di Castagnola. Freuler, Bernhard; 1906. Die Holz- und Kohlentransportmittel im südlichen Tessin. In: Schweizerisches Archiv für Volkskunde [Basel: Verlag der Schweiz. Gesellschaft für Volkskunde], Zehnter Jahrgang, Heft 1 und 2, Separat-Abdruck, 21 pp., Fig. 27.

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