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La diversità dei vigneti in Svizzera italiana

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Durante una conferenza pubblica al Museo di storia naturale a Lugano le autrici e gli autori hanno presentato l'ultimo numero di "Memorie" dedicato al tema della biodiversità nei vigneti ticiniesi.

 

Dopo un'introduzione si comincia con Patrik Krebs (WSL) che spiega l'evoluzione della superficie vitata dal tardo 800 fino ad oggi. Notevole lo sviluppo da un cultura estensiva, quando il Ticino era il primo cantone viticolo, a oggi - i vigneti hanno lasciato il posto a costruzioni, boschi, prati e coltivi. D'altro lato, la qualità del vino prodotto nello spazio che resta si e notevolmente migliorato.

Segue Mirto Ferretti dell'Agroscope che llustra lo sviluppo dei sistemi produttivi. La maggior sfida è di ottimizzare la redditività dei tipici vigneti su terreni in forte pendenza. Soluzioni da trovare mediante vitigni resistenti alle principali malattie.

Nicola Schoenenberger segue le orme - anche linguistiche - delle varietà tradizionali che potrebbero rappresentare un'opportunità per i mercati locali o di nicchia. Salvaguardia della biodiversità come della diversità enologica.

Interviene l'autore principale e editore Marco Moretti (WSL). La ricerca del suo gruppo di lavoro mostra quanto i vigneti siano sistemi agricoli potenzilmente ricchi di specie - una ricchezza che però può solo esprimersi attarverso una gestione rispettosa.

Chiara Scandolara ci porta nel regno degli uccelli, alcuni dei quali sono spariti dai vigneti ticinesi per ragioni non accertate a fondo, ma probabilemte legate ad una coltura oltremodo intensiva.

Valeria Trivellone (WSL), capoprogetto di "BioDiVine" si esprime all'incrocio tra scienza e pratica: La rielaborazione di dati scentific raccolti in maniera rigorosa e standardizzata ha permesso di produrre una lista di specie utile a determinare la qualità ecologica di un vigneto ticinese.

Termina la serata Mauro Jermini che spiega quanto le piante importate (neobiote) hanno modificato la viticoltura. Riorientare la viticoltura verso un concetto di viticoltura ecologica e di qualità presuppone la selezione di nuovi vitigni più tolleranti.

Non poteva mancare il lato pratico e gustoso: L'Azienda agricola Bianchi, unico produttore di vini biologici in Ticino, era presente con il suo ottimo bianco e rosso per accompagnare l'aperitivo poco prima di mezzanotte.

 
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Mentre la sala si riempie vediamo la lista dei temi così come delle relatrici e dei relatori.
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Dopo qualche parola di presentazione Marco Moretti, autore principale della pubblicazione, apre la serata.
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Inizia Patrik Krebs (WSL) che spiega l'evoluzione della superficie vitata dal tardo 800 fino ad oggi. Notevole lo sviluppo da un cultura estensiva, quando il Ticino era il primo cantone viticolo, a oggi - i vigneti hanno lasciato il posto a costruzioni, boschi, prati e coltivi. D'altro lato, la qualità del vino prodotto nello spazio che resta si è notevolmente migliorata.
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Segue Mirto Ferretti dell'Agroscope che llustra lo sviluppo dei sistemi produttivi. La maggior sfida è di ottimizzare la redditività dei tipici vigneti su terreni in forte pendenza. Soluzioni da trovare mediante vitigni resistenti alle principali malattie.
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Nicola Schoenenberger segue le orme - anche linguistiche - delle varietà tradizionali che potrebbero rappresentare un'opportunità per i mercati locali o di nicchia, a salvaguardia della biodiversità come della diversità enologica.
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Interviene l'autore principale e editore Marco Moretti (WSL). La ricerca del suo gruppo di lavoro mostra quanto i vigneti siano sistemi agricoli potenzilmente ricchi di specie - una ricchezza che però può solo esprimersi attarverso una gestione rispettosa.
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Valeria Trivellone (WSL), capoprogetto di "BioDiVine" si esprime all'incrocio tra scienza e pratica: La rielaborazione di dati scentific raccolti in maniera rigorosa e standardizzata ha permesso di produrre una lista di specie utile a determinare la qualità ecologica di un vigneto ticinese.
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Termina la serata Mauro Jermini che spiega quanto le piante importate (neobiote) hanno modificato la viticoltura. Riorientare la viticoltura verso un concetto di viticoltura ecologica e di qualità presuppone la selezione di nuovi vitigni più tolleranti.
 

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