Specie prioritarie: 2999 organismi hanno bisogno di cure speciali

La Svizzera ha una responsabilità speciale nei confronti delle 2999 specie minacciate incluse nella nuova Lista delle specie prioritarie (alla cui elaborazione ha partecipato l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL), di cui è chiamata a consentire la sopravvivenza a lungo termine sul proprio territorio. Riportiamo qui le risposte alle principali domande in merito.

  • In Svizzera, 2999 specie sono considerate prioritarie: per la loro sopravvivenza dipendono espressamente da misure di protezione e il Paese ha una particolare responsabilità per la loro conservazione. 
  • I Centri dati e informazioni nazionali raccolti in Infospecies compilano la Lista delle specie prioritarie, che è giuridicamente vincolante.
  • La lista aiuta la Confederazione e i Cantoni a utilizzare in modo mirato le limitate risorse destinate alla protezione della natura, nonché a coordinare meglio la conservazione delle specie fra tutti i gruppi di organismi.

All’interno della nuova Lista delle specie prioritarie a livello nazionale figurano 2999 specie – quali il balestruccio, il carabide del Blüemlisalp, la genziana insubrica, l’epatica cristallina e tutti i chirotteri presenti in Svizzera – che richiedono il maggiore sostegno da parte dell’uomo. La lista è compilata dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) insieme ai centri dati e informazioni nazionali, organizzati nell’associazione ombrello InfoSpecies. Quest’ultima è presieduta dall’esperta di licheni Silvia Stofer dell’Istituto federale di ricerca WSL, che a seguire ne spiega lo scopo. 

Che cos’è una specie prioritaria? 

Silvia Stofer: Si tratta delle specie che dipendono dal sostegno dell’uomo per la loro conservazione a lungo termine in Svizzera.  Una specie è prioritaria se figura in una Lista Rossa e se la Svizzera ha la responsabilità internazionale di proteggerla. A livello nazionale sono state censite circa 56 000 specie, di cui oltre 10 000 sono state esaminate nell’ambito del programma federale riguardante le Liste Rosse e circa 3700* sono state classificate come minacciate. Da un punto di vista internazionale, per circa un terzo di tali specie la conservazione e la promozione delle popolazioni rivestono una particolare importanza per la Svizzera, per esempio perché sono presenti solo sul suo territorio (sono endemiche). Le specie comuni e diffuse in tutta Europa, così come quelle alloctone, non sono considerate prioritarie.

Attualmente, la Lista rossa delle specie prioritarie a livello nazionale comprende solo i gruppi di organismi per i quali esiste già una Lista Rossa. I dati su tali specie sono raccolti nei centri d’informazione nazionali e resi pubblicamente disponibili. Due di questi, SwissFungi per i funghi e SwissLichens per i licheni, sono gestiti dal WSL.

Di quali specie si tratta? 

Stofer: Il genepy delle nevi o il crisocraone svizzero, per esempio, sono endemici del nostro Paese e non si trovano in nessun’altra parte del mondo. La Svizzera è l’unica responsabile della sopravvivenza di queste specie, poiché se la relativa popolazione viene danneggiata può estinguersi a livello globale. 

Abbiamo una responsabilità particolarmente elevata anche per le specie parzialmente endemiche, diffuse non solo qui da noi ma anche nei Paesi vicini. Tra queste rientrano per esempio la chiocciola Chilostoma adelozona rhaeticum o l’epatica cristallina di Breidler. L’estinzione di una di queste specie in Svizzera metterebbe a repentaglio la loro sopravvivenza a livello mondiale.

Esistono inoltre specie sostanzialmente molto diffuse, ma concretamente presenti in aree spesso molto distanti tra loro. Le loro popolazioni sono importanti in Svizzera per l’interconnessione e sono quindi classificate come prioritarie. Tali specie comprendono molti muschi, licheni e funghi.

Qual è lo scopo della Lista delle specie prioritarie? 

Stofer: La Lista delle specie prioritarie a livello nazionale aiuta i Cantoni a concentrarsi sui progetti più urgenti tenendo conto delle risorse limitate. Essa costituisce inoltre la base su cui Confederazione e Cantoni negoziano i sussidi per la protezione della natura (nel quadro degli accordi di programma). Fornisce indicazioni sulle specie per le quali sono necessari interventi impellenti e identifica le misure idonee a tal fine. In questo modo ogni Cantone può sapere quante specie prioritarie a livello nazionale sono presenti sul suo territorio e cosa bisogna fare.

La Lista delle specie prioritarie è pubblicata dal 2011 nella collana «Pratica ambientale» dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM): ciò significa che ha valore giuridico. Le Liste Rosse sono inserite nell’ordinanza sulla protezione della natura e del paesaggio dal 1991. La Costituzione federale svizzera stabilisce che dobbiamo proteggere le specie animali e vegetali dall’estinzione. 

Quali sono i problemi delle specie prioritarie? 

Stofer: La distruzione e la frammentazione degli habitat, così come il deterioramento della loro qualità, producono una perdita in termini di biodiversità. È questo il motivo per cui nella lista rientrano, per esempio, molte specie di torbiera. Altre specie dispongono di un numero insufficiente di siti di nidificazione (come il balestruccio, che si stabilisce sui cornicioni), o hanno bisogno di siepi come elemento di interconnessione per la ricerca di cibo (come la puzzola o il moscardino). 

In altri casi, come per il Porpolomopsis calyptriformis (un fungo diffuso nei prati e nei pascoli magri), si conoscono solo alcune piccole popolazioni, che devono essere messe in sicurezza il prima possibile per preservare la specie, mantenendo la pratica di gestione del sito. 

Cosa si può fare per queste specie?  

Gli interventi possono riguardare tre livelli: in primo luogo, è possibile promuovere direttamente le specie con misure mirate (per esempio mediante la conservazione e la promozione di alberi ospite del lichene polmonario). Secondariamente, si possono migliorare qualità e interconnessione dei biotopi a beneficio dell’intera biocenosi (per esempio, lo psofo stridulante ha bisogno di spazi aperti a terra su prati e pascoli asciutti e caldi a uso estensivo). In terzo luogo, molte specie trarrebbero beneficio da un’utilizzazione orientata alla biodiversità dell’intero territorio nazionale che preveda la creazione e la conservazione di molte più strutture come boschetti campestri e alberature spondali, stagni, muretti a secco, cumuli di pietre e singoli alberi isolati. 

In futuro, vorremmo spostare il focus da misure per singole specie, come per esempio il piano d’azione per il gallo cedrone, a strumenti che si rivolgano contemporaneamente a più specie e gruppi di organismi, con l’obiettivo di raggruppare maggiormente le misure di promozione delle specie prioritarie a livello nazionale. Solo con un approccio di ampio respiro avremo l’opportunità di affrontare i numerosi compiti che ci attendono e di preservare a lungo termine la biodiversità svizzera. 

 

*Correzione 15.1.2026: su 10 000 specie, circa 3700 sono minacciate, non 10 000.

La biologa Silvia Stofer è collaboratrice scientifica nel gruppo di biologia della conservazione del WSL. Dirige il Centro nazionale di dati e informazioni sui licheni, SwissLichens, ed è presidente dell'associazione mantello InfoSpecies.

* Avviso sul copyright Pipistrelli: si prega di utilizzare le immagini indicando la seguente fonte: www.fledermausschutz.ch. Le immagini possono essere utilizzate solo per lo scopo sopra indicato. I diritti d'autore rimangono di proprietà del fotografo o dell'autore dell'immagine. Le immagini non possono essere cedute a terzi senza il consenso dell'autore. I media possono utilizzare l'immagine gratuitamente, purché rispettino le condizioni d'uso sopra indicate.

Contatto

Diritti d'autore

WSL e SLF mettono a disposizione gratuitamente il materiale foto, video e audio esclusivamente per l’uso in relazione a questo comunicato. È proibito vendere il materiale o appropriarsene per inserirlo in una banca dati foto, video o audio.