18.06.2026 | Haoyun Liu | WSL News
Uno strumento sviluppato dai ricercatori dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) è in grado di prevedere con un anticipo fino a tre settimane i periodi in cui il caldo può mettere in pericolo i pesci fluviali in Svizzera. Poiché gli episodi di canicola diventano sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, questo sistema di allerta precoce offre il tempo necessario per agire e proteggere le popolazioni ittiche dalle future ondate di caldo.
- Uno strumento di previsione avverte quando i pesci di fiume sono a rischio di stress termico in Svizzera.
- Il sistema valuta il rischio futuro in base alla temperatura prevista dell’acqua e alla sensibilità al calore delle popolazioni ittiche locali.
- Le previsioni sono liberamente accessibili online per contribuire alla protezione proattiva delle popolazioni ittiche.
Prepararsi agli eventi meteorologici estremi ¶
Quando i corsi d’acqua diventano troppo caldi per i pesci fluviali in Svizzera? Per prevedere quando i pesci di fiume sono a rischio a causa delle ondate di calore, gli ecologi e i climatologi dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL hanno unito le forze con esperti di tutta la Svizzera allo scopo di sviluppare uno strumento previsionale, ora pubblicato sulla rivista Journal of Ecological Modelling. Aggiornate due volte alla settimana, le previsioni sono disponibili pubblicamente su drought.ch.
Con le ondate di caldo che diventano sempre più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici, i pesci sono particolarmente a rischio poiché la loro temperatura corporea dipende interamente dall’ambiente. Si tratta infatti di animali ectotermi, incapaci di raffreddarsi, più comunemente definiti «a sangue freddo». «Quando la temperatura dell’acqua aumenta, le reazioni chimiche nelle cellule dei pesci cambiano: è ciò che chiamiamo stress da calore», spiega Camille Albouy, ricercatore senior del gruppo di ricerca congiunto di WSL ed ETH Ecosystems and Landscape Evolution.
Dai dati del passato al rischio futuro ¶
Il nuovo strumento è in grado di quantificare, con un anticipo massimo di tre settimane, il rischio legato al caldo per le popolazioni ittiche in tutta la Svizzera. Le previsioni si basano su tre parametri: temperatura attesa dell’acqua, fisiologia dei pesci e distribuzione delle specie. Il gruppo Previsioni idrologiche del WSL ha sviluppato le previsioni della temperatura dell’acqua. «Il nostro modello di apprendimento automatico, addestrato sui dati degli ultimi 10 anni, utilizza le più recenti misurazioni della temperatura dell’acqua e previsioni meteorologiche per predire la temperatura dei fiumi», spiega Ryan Padrón Flasher, uno dei membri del gruppo.
Non tutti i pesci sono ugualmente sensibili al calore. Esaminando i dati pubblicati, gli autori hanno raccolto informazioni sui limiti termici di 59 specie ittiche presenti nei fiumi svizzeri, ossia sulla temperatura alla quale la loro capacità di nuotare, e quindi di sfuggire a condizioni pericolose, risulta compromessa. Gli autori hanno rilevato che le specie ittiche alloctone presentano in media una tolleranza termica superiore di 1,4 °C rispetto a quelle autoctone. La carpa a testa grande (Hypophthalmichthys nobilis) vanta la tolleranza più elevata, pari a 32,3 °C, mentre la bottatrice (Lota lota) quella minore con 24,1 °C.
Infine, poiché le specie ittiche sono presenti in maniera disomogenea sul territorio svizzero, l’inclusione di informazioni sulla loro distribuzione consente di formulare previsioni specifiche per i singoli luoghi. «È un compromesso costante tra complessità e qualità del modello», spiega Camille Albouy. «Poiché l’idea era di sviluppare una mappa del rischio per tutta la Svizzera basata sulle migliori previsioni climatiche, abbiamo dovuto mantenere una struttura semplice e concentrarci sugli aspetti rilevanti per la gestione».
Con l’aiuto del senno di poi ¶
Per valutare le previsioni, gli scienziati hanno applicato il loro strumento ai dati dell’estate 2018, quando in Svizzera sono morte circa tre tonnellate di pesci di fiume. «Lavorando in ottica retrospettiva, volevamo scoprire con quale precisione fossimo in grado di prevedere la mortalità ittica osservata», afferma Albouy. Tuttavia, ciò si è rivelato più complicato del previsto. «I dati sulla mortalità dei pesci sono limitati», chiarisce, «perciò ci siamo rivolti agli operatori del settore per verificare se le loro osservazioni corrispondessero alle nostre previsioni».
Dei tre casi segnalati di moria di pesci nel 2018, lo strumento ne ha previsti correttamente due. Per le restanti località, le previsioni hanno dimostrato un’accuratezza del 70%, individuando correttamente le aree a rischio basso e moderato. In cinque siti, tuttavia, lo strumento ha sovrastimato il livello di rischio, probabilmente perché non tiene conto di informazioni a scala più fine, come la dimensione delle popolazioni locali o la presenza di rifugi più freschi all’interno dei corsi d’acqua. «È un inizio promettente», afferma Albouy, «ora dobbiamo vedere se lo strumento si evolverà in una soluzione a lungo termine per i fiumi svizzeri».
Contatto ¶
Adeline Bonaglia, adelineemma.bonaglia(at)uzh.ch
Pubblicazione ¶
Bonaglia, A., Shen, C., Padrón, R. S., Bogner, K., Fopp, F., Rubin, A., … Pellissier, L. (2025). Sub-seasonal forecasting of thermal stress for Swiss river fishes during heatwaves. Ecological Modelling, 507, 111171 (14 pp.). https://doi.org/10.1016/j.ecolmodel.2025.111171
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