Ecologia evolutiva spaziale

Responsabile: Prof. Catherine Graham

Studiamo i meccanismi ecologici e macroevolutivi che agiscono sui diersi piani spaziali e influenzano la varietà biologica. La nostra ricerca spazia dalle questioni a livello comunitario, che si concentrano sulla conservazione locale della biodiversità, alla ricerca biogeografica, che si occupa dell'origine e degli spostamenti delle specie nelle grandi regioni biogeografiche. Questo studio esige l'integrazione di diversi ambiti specializzati, come l'ecologia, la biologia dell'evoluzione, la biogeografia, la climatologia e la geologia, poiché i meccanismi che influenzano la varietà biologica si presentano su diversi piano spaziali e temporali. Utilizziamo una serie di approcci statistici e di modellizzazione per combinare i diversi tipi di dati in un contesto spaziale. 

Uno dei temi principali del gruppo è il ruolo delle interazioni tra piante e colibrì nella creazione e nella conservazione della grande biodiversità tropicale operando attraverso i dislivelli altitudinali e le diverse regioni biogeografiche dell'America centrale e meridionale. In generale ci chiediamo perché le regioni montane presentano una biodiversità così ricca e affrontiamo questa questione prendendo come riferimento le piante delle Alpi. Infine, utilizziamo dati globali sui tetrapodi per valutare i meccanismi che influenzano i modelli di diversità su scala molto ampia.

I nostri risultati costituiscono la base per una tutela efficace delle specie e una buona gestione del territorio, poiché studiamo i meccanismi responsabili della conservazione della biodiversità sia nei paesaggi relativamente incontaminati sia in quelli modificati dall’uomo. Nelle nostre analisi su vasta scala identifichiamo aree caratterizzate da un’elevata diversità in termini di patrimonio evolutivo, caratteristiche funzionali e interazioni, ed esaminiamo come si sia sviluppata tale diversità. A ciò aggiungiamo mappe che illustrano gli impatti antropici, quali l’uso del suolo da parte dell’uomo, la densità stradale e l’illuminazione notturna, al fine di valutare le potenziali minacce alla biodiversità.

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