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Nuova specie di bostrico in Svizzera

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28.11.2019  | Reinhard Lässig | News WSL

 

Per la prima volta è stato individuato in Svizzera il bostrico nordico dell’abete rosso, originario della Scandinavia. In collaborazione con i servizi forestali del Canton  San Gallo e del Principato del Liechtenstein, i ricercatori dell’Istituto federale di ricerca WSL hanno dimostrato la sua presenza su entrambi i lati del bacino del Reno sia con l’aiuto di trappole contenenti attrattivi specifici, sia durante il controllo di legno immagazzinato infestato da coleotteri. La nuova specie di coleottero colpisce principalmente gli abeti rossi.

 

Il bostrico nordico dell’abete rosso (Ips duplicatus) è originario della Scandinavia, dell’Europa dell’est, della Russia e dell’Asia. Da alcuni anni ci sono tracce della sua presenza anche nel centro dell’Europa, ad es. in Germania e in Austria. La sua avanzata verso sud dovrebbe essere causata, oltre che dalla diffusione naturale, soprattutto dal trasporto su gomma e rotaia di legno d’abete rosso con corteccia.

Sviluppo più rapido rispetto alle specie di bostrico autoctone

Lo sviluppo del nuovo coleottero è simile a quello del bostrico tipografo (Ips typographus), la specie più diffusa sugli abeti rossi della Svizzera e del Liechtenstein. Abituato alle basse temperature, in primavera il bostrico nordico dell’abete rosso sfarfalla tendenzialmente prima del bostrico tipografo. Anche lo sviluppo delle sue larve è un po’ più veloce, tanto che nella maggior parte dei casi in autunno la sua seconda generazione riesce ancora ad abbandonare gli alberi ospiti per svernare nel terreno. A causa di questo rapido sviluppo, a bassa quota negli anni caldi e asciutti questa specie potrebbe sviluppare anche una terza generazione, circostanza che causerebbe una notevole accelerazione della popolazione e un aumento del rischio di infestazione.

Entrambe le specie di bostrico sono in competizione diretta nella ricerca di luoghi di cova sotto alla corteccia dei tronchi di abete rosso. Attualmente non è ancora chiaro se in futuro il bostrico nordico dell’abete rosso causerà ulteriori infestazioni e quali saranno le conseguenze economiche di queste ultime.

Nei paesi nordici, questa specie di bostrico è considerata meno aggressiva del bostrico tipografo. Anche se è in grado di infestare anche alberi sani, negli altri paesi sembra aver provocato ancora pochi danni rispetto al bostrico tipografo. Una delle domande che è lecito porsi è quale impatto avrà il riscaldamento climatico in Svizzera sul comportamento dell’infestazione.

La lotta contro il bostrico si complica

Nelle stagioni più calde, per il momento gli entomologi del WSL consigliano di adottare le tradizionali misure di lotta contro le infestazioni da bostrico: dopo l’individuazione dei fori d’ingresso e del rosume sulla corteccia, così come di parti della chioma ingiallite o essiccate, gli alberi infestati dovrebbero essere abbattuti e allontanati tempestivamente dal bosco oppure scortecciati e lasciati lì. In inverno, l’abbattimento e l’allontanamento degli alberi dal bosco non è una misura efficace contro il bostrico nordico dell’abete rosso perché quest’ultimo trascorre la stagione fredda prevalentemente nella lettiera del suolo. Dal momento che però il bostrico nordico dell’abete rosso è sempre comparso insieme al bostrico tipografo, le misure adottate in inverno possono sempre risultare promettenti contro nuove infestazioni in primavera.

 

A occhio nudo è praticamente impossibile distinguere il bostrico nordico dal bostrico tipografo. Anche le covate delle due specie sono molto simili. Con una lunghezza di circa 3-4 mm, nella maggior parte dei casi la specie nordica è un po’ più piccola del bostrico tipografo. Inoltre, spesso le due specie popolano i loro alberi ospiti insieme: il bostrico nordico dell’abete rosso nella parte centrale e superiore del tronco, il bostrico tipografo in quella inferiore. La principale caratteristica distintiva, individuabile solo con l’aiuto di una potente lente d’ingrandimento, è la forma diversa dei “denti” situati in prossimità delle elitre, nell’estremità posteriore del corpo.

 

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