23.10.2026 | Stephanie Kusma | WSL News
Nel Giura Solettese i bisonti europei dovrebbero essere reintrodotti gradualmente e sotto stretto monitoraggio scientifico. Dei ricercatori dell’Istituto federale di ricerca WSL hanno analizzato, tra le altre cose, l’influsso che questi animali avevano sulla rinnovazione forestale e sugli alberi presenti nei loro recinti: il risultato è sorprendente.
- I ricercatori del WSL hanno analizzato l’influsso di una mandria di bisonti europei sugli alberi all’ interno dei loro recinti.
- Da quando i bovini selvatici vivono nei recinti, meno alberi vengono danneggiati dai morsi della selvaggina rispetto a prima.
- Nel corso di un periodo di osservazione di due anni e mezzo, circa il 10% degli alberi nel bosco è stato scortecciato dai bisonti europei, ma solo pochi per più della metà della loro circonferenza.
Finora in Svizzera i bisonti europei (Bison bonasus) vivono solo in recinti. Una di queste recinzioni si trova a Sollmatt (SO). L’associazione Wisent im Thal, nel Giura Solettese, vorrebbe gradualmente reintrodurre in natura la piccola mandria che si trova in questa recinzione. Al momento la mandria vive su una superfice recintata di circa 100 ettari, che include un bosco e dei prati e che è aperta ai visitatori. Alcuni ricercatori del WSL collaborano al progetto con studi scientifici, sia tramite sondaggi sulla tolleranza della popolazione nei confronti degli animali, sia con analisi delle possibili conseguenze della loro reintroduzione in natura alla silvicoltura.
La corteccia e i giovani germogli ¶
La biologa del WSL Andrea Kupferschmid ha analizzato la quantità di alberi a cui la corteccia o i giovani germogli sono stati mangiati dai bisonti europei. Gli esperti, per quest’ultimo caso, usano il termine brucare. A Sollmatt, prima dell’arrivo dei bisonti europei, erano i caprioli e i camosci a brucare gli alberelli. Entrambe le specie continuano a entrare e uscire dall’area recintata, come mostrano le fototrappole: la recinzione non rappresenta un ostacolo per loro. “Da quando i bisonti europei vivono nella recinzione, vengono tuttavia brucati meno alberi da parte della selvaggina”, dice Kupferschmid. Sembra che la selvaggina più piccola abbia cambiato le sue modalità alimentari. «Il motivo non è chiaro», afferma Kupferschmid.
Tuttavia, anche se la biologa ha contato nel complesso meno alberelli brucati, l’entità del danno da brucatura negli alberi colpiti era maggiore. Secondo la studiosa, il motivo sarebbe meccanico: i bisonti hanno bocche più grandi rispetto a caprioli e camosci e quindi danno morsi più grandi. Inoltre, la quota di faggi brucati è maggiore, ma il motivo non è chiaro.
Meno brucamento ¶
Dall’arrivo dei bisonti, quindi, il brucamento non è aumentato; perciò, la studiosa valuta l’influsso degli animali sulla rigenerazione forestale come economicamente sostenibile: “La situazione al riguardo non è cambiata”. Problematico per i proprietari dei boschi è un altro comportamento dei bisonti: lo scortecciamento degli alberi. Questo termine indica l’abitudine degli animali a strappare la corteccia degli alberi in lunghe strisce per poi mangiarla.
“Le ferite che ne derivano possono costituire fonti di infezione”, spiega Kupferschmid. La maggior parte degli alberi, comunque, sopravvive allo scortecciamento, ma le infezioni compromettono la qualità del legno, poiché si manifestano sotto forma di scolorimento al suo interno. Durante la fase di osservazione di due anni e mezzo, secondo i ricercatori i bisonti hanno scortecciato circa il 10% degli alberi del bosco. Si tratta di un numero decisamente superiore rispetto a prima dell’arrivo dei bisonti, dato che i caprioli e i camosci non scortecciano. I cervi nobili, invece, mangiano la corteccia, ma sono raramente in questa zona.
La maggior parte degli alberi scortecciati nella recinzione erano esili, con un diametro inferiore a 12 centimetri all’altezza del petto di una persona. I faggi, gli abeti rossi e quelli bianchi se sono stati scortecciati, lo sono solo in misura molto limitata. Solo nel 10% degli alberi scortecciati la ferita da scortecciamento interessava più della metà della loro circonferenza.
L’apprezzamento per il legno pregiato ¶
“È possibile che la densità di bisonti europei a Sollmatt abbia influito sull’entità dello scortecciamento”, afferma Kupferschmid. Nella recinzione, infatti, vivono molti più bisonti per ettaro rispetto alle popolazioni naturali. I bisonti mangiavano particolarmente volentieri la corteccia di esemplari dal fusto sottile di latifoglie pregiate come l’acero di montagna, l’olmo, il frassino o il sorbo. In generale evitavano le conifere e gli aceri di montagna più vecchi, dalla corteccia più spessa.
Secondo la ricercatrice, questo potrebbe diventare problematico qualora nei boschi ci fosse una grande quantità di alberi pregiati. Questo non è il caso a Sollmatt, dove crescono in maggior parte alberi per legna da ardere. “Tuttavia, alcune delle specie arboree più apprezzate dagli animali nel Giura Solettese sono proprio quelle che potrebbero assumere particolare importanza nel futuro grazie alla loro migliore capacità di adattamento a condizioni più calde e secche”, afferma Kupferschmid. “Per questo bisognerebbe continuare a monitorare l’influsso dei bisonti e della selvaggina su queste specie”.
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