02.06.2026 | WSL/Agroscope | WSL News
Un gruppo di ricerca svizzero ha ricostruito per la prima volta l’evoluzione della diversità degli insetti in Svizzera nell’arco di quasi un secolo. Ne è emerso che le specie di farfalle diurne e di coleotteri del legno morto prese in esame hanno subito un forte calo soprattutto a metà del XX secolo.
- Un gruppo di ricerca svizzero ha ricostruito per la prima volta l'evoluzione della biodiversità degli insetti in Svizzera nell'arco di quasi un secolo.
- L'utilizzo sempre più intensivo del territorio ha portato, a metà del XX secolo, a un forte calo delle specie di farfalle diurne e di coleotteri del legno morto; da allora, alcune specie sono riuscite a riprendersi, almeno in parte.
- Gli sforzi per la tutela della biodiversità stanno in parte dando i loro frutti, ma sono necessari ulteriori sforzi.
Grazie a un archivio di dati storici, i ricercatori svizzeri sono finalmente in grado di fornire indicazioni su come si sia evoluta la diversità di due gruppi di insetti negli ultimi 90 anni. Lo studio, condotto da Agroscope in collaborazione dell’Istituto die Ricerca WSL, ha riscontrato attorno alla metà del XX secolo un forte calo delle farfalle diurne e dei coleotteri del legno morto (o saproxilici), che popolano prevalentemente habitat agricoli e forestali. La ricerca evidenzia inoltre anche che, nei decenni successivi, in alcune località, il numero di specie è nuovamente aumentato.
L’analisi, ora pubblicata sulla rivista specializzata Nature Ecology and Evolution, fa parte di uno studiosui cambiamenti della diversità e della frequenza degli insetti in Svizzera (INSECT), che si basa sulle segnalazioni di 811 specie di farfalle diurne e coleotteri del legno morto raccolte tra il 1930 e il 2021 tratte dagli archivi del Centro nazionale di dati e informazioni info fauna. Una parte dei dati proviene da entomologi, un’altra da progetti di ricerca e attività di monitoraggio. «Gli insetti di grandi dimensioni, come le farfalle e i coleotteri, hanno sempre affascinato le persone. Esistono dunque collezioni storiche contenenti un elevato numero di esemplari e altrettanto numerose sono le segnalazioni nelle moderne app di monitoraggio», commenta Felix Neff di Agroscope, che ha condotto le analisi dei dati.
Per quanto riguarda i coleotteri del legno morto, i risultati mostrano che il numero di specie è mediamente diminuito fino al 1960, per poi stabilizzarsi e risalire infine al livello del 1930, in particolare a partire dagli anni 2000. Le farfalle diurne, invece, hanno continuato a diminuire ancora fino agli anni ’80. Da allora non sono riuscite a riprendersi, tanto che oggi si attestano nettamente al di sotto dei livelli del 1930, con una riduzione media del 12 % delle specie. Questa tendenza è particolarmente pronunciata nell’Altopiano (–29 %) e nelle Prealpi settentrionali (–13 %), dove si registrano i maggiori livelli di sfruttamento agricolo e urbanizzazione.
Terreni agricoli e foreste a gestione intensa ¶
I cali più marcati, soprattutto per quanto riguarda le specie di farfalle diurne, si sono verificati durante la fase di meccanizzazione e intensificazione dell’agricoltura (1950–1980), accompagnata da un’uniformazione strutturale del paesaggio e da un maggiore impiego di fertilizzanti e prodotti fitosanitari.
«La maggior parte delle farfalle diurne necessita di spazi aperti soleggiati e ricchi di fonti di nutrimento, mentre molti coleotteri del legno morto hanno bisogno di popolamenti di alberi vecchi e legno morto. Questi due gruppi sono pertanto rappresentativi dello stato di tali biotopi, dai quali dipendono moltissime altre specie», afferma Kurt Bollmann dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL, che ha contribuito ad avviare il programma di ricerca INSECT.
Non sorprende quindi che siano state soprattutto specie come la farfalla Zygaena fausta, specializzate in determinati habitat e particolari fonti di nutrimento, a registrare i cali maggiori negli ultimi 90 anni (fino al –41 % per le farfalle diurne).
L’intensificazione e la meccanizzazione hanno avuto ripercussioni anche sulle foreste: dopo la grande domanda di legname del XIX secolo, l’attenzione del settore forestale si è concentrata sull’aumento della produzione di legname e sull’impiego di macchinari. Ciò ha comportato il taglio di boschi maturi e la rimozione del legno morto. Di conseguenza, molti coleotteri hanno perso la propria fonte di sostentamento. Le specie più grandi di coleotteri del legno morto, come lo scarabeo eremita, hanno subito un calo più marcato rispetto a quelle di dimensioni inferiori, poiché i grandi fusti di legno morto scarseggiano ancora oggi.
Il cambiamento climatico ha avuto invece un effetto opposto: l’aumento delle temperature favorisce molte specie amanti del caldo, che dagli anni ’80 hanno potuto espandersi notevolmente. Tra queste figurano molte specie di coleotteri del legno morto, come per esempio il cervo volante, che nella maggior parte dei casi hanno tratto beneficio dalle temperature più alte. I coleotteri saproxilici hanno inoltre tratto beneficio dalle violente tempeste che hanno generato grandi quantità di legno morto (p. es. Vivian 1990, Lothar 1999).
Andamento positivo solo per alcune specie ¶
L’inversione di tendenza osservata in numerose specie e gruppi di specie potrebbe anche essere riconducibile ai crescenti sforzi in materia di tutela ambientale intrapresi a partire dagli anni ’90: le foreste vengono gestite in modo da favorire la biodiversità e vengono create isole di popolamenti vecchi e legno morto; sono stati inoltre istituiti diversi programmi agroambientali e aree destinate alla promozione della biodiversità. «La parziale ripresa del numero di specie indica che le misure di protezione della natura stanno dando i loro frutti, soprattutto nei boschi, e che il cambiamento climatico ha un effetto positivo su alcune specie», afferma Bollmann. «Per numerose specie specializzate, tra cui molte farfalle diurne, è tuttavia necessario intensificare ulteriormente gli sforzi». Gli insetti – compresi molti gruppi che non sono stati considerati in questo studio – svolgono infatti un ruolo fondamentale negli ecosistemi, per esempio come impollinazione e come fonte nutritiva.
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Publikation ¶
Neff, F., Bollmann, K., Chittaro, Y., Gossner, M.M., Herzog, F., Korner-Nievergelt, F., Litsios, G., Martínez-Núñez, C., Moretti, M., Rey, E., Sanchez, A., Knop, E. 2026. Ninety-year trends reveal sharpest insect declines in the mid-twentieth century. Nature Ecology & Evolution. DOI: 10.1038/s41559-026-03074-6. https://www.nature.com/articles/s41559-026-03074-6
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