18.05.2026 | Anna Püntener | WSL News
Cosa rende un giardino urbano allettante per insetti come api selvatiche solitarie, bombi e sirfidi? E quanto è efficace la loro attività di impollinazione delle piante nei centri cittadini? Uno studio dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL evidenzia che gli insetti possono impollinare piante in tutta la città, ma necessitano di più spazi verdi adatti alle loro esigenze.
- I ricercatori del WSL hanno studiato nei giardini della città di Zurigo dove e quando gli insetti impollinano le piante, misurando a tal fine addirittura i loro apparati boccali.
- Da questa ricerca emerge che un’ampia offerta di fiori nei giardini privati di un centro urbano densamente edificato aiuta api selvatiche solitarie e bombi, mentre coleotteri e sirfidi non riescono a raggiungere quei fiori.
- Di conseguenza, nei quartieri ad alta densità edilizia i fiori che dipendono da coleotteri e sirfidi non vengono praticamente impollinati.
- In città gli insetti hanno bisogno di biotopi adatti a loro a livello di quartiere e non solo in singoli giardini.
Siamo nel bel mezzo della stagione delle api, che sono ovunque alla ricerca di fiori ricchi di nettare. Dov’è che loro e altri insetti impollinatori affamati trovano ciò che cercano nelle città densamente edificate? I ricercatori del WSL si sono dedicati a questa domanda nel quadro di un complesso esperimento. Più volte nel corso di un mese, circa 30 instancabili volontari hanno preso posto davanti alle fioriere di 24 diversi giardini della città di Zurigo, registrando e catturando scrupolosamente ogni insetto, per nove ore consecutive ogni volta.
Questo intervento mette per la prima volta in evidenza quali specie di insetti visitano i diversi giardini e fiori nel corso della giornata e quanto efficacemente impollinano questi ultimi. «Abbiamo esaminato giardini urbani situati in quartieri con diversi livelli di densificazione e con un’offerta di fiori più o meno ampia a seconda dei casi, riscontrando grandi differenze nella presenza di varie specie di insetti», riassume Merin Reji Chacko, ecologa e ricercatrice ospite presso il WSL. Analizzare tali differenze aiuta i ricercatori a capire quali caratteristiche deve possedere una città affinché gli insetti impollinatori vi possano trovare un habitat adatto. Ciò è importante perché molte di queste specie, per esempio i bombi, svolgono un ruolo chiave per l’impollinazione di flora selvatica e piante coltivate. Le città possono ospitare una grande varietà di api selvatiche e hanno quindi un ruolo di primo piano per la loro protezione.
Misurare le proboscidi degli insetti ¶
Per capire come gli insetti si adattano al loro ambiente, i ricercatori hanno persino misurato la lunghezza della proboscide dei singoli esemplari, da cui si evince quali fiori un insetto può sfruttare: solo gli impollinatori con appendici allungate, come i bombi, raggiungono il nettare nascosto in profondità nei fiori specializzati. Gli impollinatori con apparati boccali più corti, come i sirfidi, dipendono per contro da fiori facilmente accessibili.
I ricercatori hanno constatato che nei giardini ricchi di fiori dei centri urbani densamente edificati sono attive soprattutto api selvatiche di grandi dimensioni come i bombi, presumibilmente perché, grazie alla loro taglia, sono in grado di superare in volo anche superfici asfaltate piuttosto estese per raggiungere singole «isole fiorite». Anche in mezzo agli edifici del centro beneficiano quindi di un’offerta floreale diversificata. Ad ogni modo, anche le piccole api selvatiche con apparati boccali relativamente lunghi beneficiano dell’abbondanza di risorse di un giardino, probabilmente proprio perché grazie alle loro dimensioni ridotte riescono a trovare sufficiente nutrimento nonché siti di nidificazione. Le piante il cui nettare è accessibile solo agli insetti con apparati boccali allungati possono quindi essere ben impollinate quasi ovunque in città.
Ai fiori mancano gli impollinatori ¶
Tuttavia, non tutti gli insetti impollinano i fiori ovunque: con la progressiva densificazione, sirfidi e coleotteri si fanno vedere sempre più raramente, indipendentemente da quanto sia allettante l’offerta floreale del singolo giardino o da quanto sia lungo il loro proboscide. Il motivo è che questi gruppi non trovano un habitat idoneo nei quartieri fortemente edificati. I leggerissimi sirfidi, che allo stadio larvale si nutrono di afidi, necessitano di numerose aree verdi per prosperare in città. Molti coleotteri del legno morto non trovano inoltre siti di riproduzione adatti nelle zone cementificate. Di conseguenza, nei quartieri cittadini densamente edificati i fiori che necessitano di tali insetti vengono impollinati più raramente e producono quindi meno semi e frutti.
È necessario l’impegno di privati e città ¶
I risultati dello studio evidenziano chiaramente che è necessario un impegno a tutti i livelli decisionali – da quello privato fino alla pianificazione urbana – per promuovere all’interno delle città la biodiversità e i servizi ecosistemici come l’impollinazione. I proprietari di giardini privati possono fornire un notevole contributo, afferma l’ecologo e ricercatore ospite presso il WSL David Frey, che ha condotto l’esperimento nell’ambito del suo dottorato al WSL: «Vale sempre la pena fare qualcosa per la biodiversità anche su piccole superfici, persino se si possiede un giardino molto isolato nel centro città. Piantare molte specie diverse ha tra l’altro effetti positivi anche sulla qualità del suolo e addirittura sul valore ricreativo del giardino stesso».
Gli sforzi delle singole persone non sono tuttavia sufficienti. Coleotteri e sirfidi dipendono infatti da habitat presenti in tutto il quartiere urbano e non solo nei singoli giardini. Al riguardo, l’altra prima autrice dello studio Reji Chacko afferma: «Nelle città abbiamo una biodiversità sorprendentemente elevata, ma è importante assicurarci che le aree verdi di cui disponiamo vengano protette. Ciò vale soprattutto quando densifichiamo le città verso l’interno e in altezza, come previsto per esempio dal piano direttore 2040 della città di Zurigo».
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David Frey: david.frey(at)ti.ch (per il numero di telefono, si prega di contattare l'ufficio stampa: +41 44 739 28 39)
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