Situazione fitosanitaria dei boschi 2025: caldo, nuovi organismi nocivi e speranza per il frassino

Il cambiamento climatico e il commercio internazionale mettono sotto pressione i boschi svizzeri, favorendo malattie e organismi nocivi. Allo stesso tempo, si registrano segnali positivi e nuove osservazioni. La Situazione fitosanitaria dei boschi 2025 del gruppo Protezione della foresta svizzera del WSL mette in luce nuove tendenze e offre approfondimenti su temi specialistici.

  • L’estate torrida del 2025 e la siccità regionale hanno causato in molti boschi ingiallimento precoce delle foglie, sintomi da stress e mortalità degli alberi. 
  • Nuovi organismi nocivi si diffondono: il coleottero invasivo Psacothea hilaris è stato rilevato per la prima volta in ambiente naturale in Svizzera. 
  • L’acero manifesta diversi sintomi: questa specie arborea è sempre più sotto stress.
  • Speranza per il frassino: i ricercatori identificano alberi sempre più resistenti e avviano nuovi progetti per la conservazione della specie.

Eccezion fatta per l’autunno, il 2025 è stato molto caldo, con ondate di calore in giugno e agosto e un inizio d’anno relativamente secco. Lo stress abiotico favorisce mortalità degli alberi e complessi quadri patologici. Un rapporto in merito illustra le correlazioni.

Nel 2025 si è inoltre svolta per la prima volta in maniera capillare in tutta la Svizzera la sorveglianza territoriale di otto organismi nocivi da quarantena, ossia organismi invasivi particolarmente pericolosi come il tarlo asiatico del fusto (Anoplophora glabripennis). Sono tuttora in corso gli interventi per eliminare due infestazioni di questo coleottero in ambiente naturale.

Temi principali della Situazione fitosanitaria dei boschi 2025:

  • Clima e salute del bosco: l’estate 2025 è stata tra le più calde dall’inizio delle misurazioni. Canicola e siccità hanno causato a livello regionale un ingiallimento precoce delle foglie, danni alle chiome e un peggioramento dello stato di salute di diverse specie arboree. L’acero, finora considerato una specie arborea resistente, mostra sempre più segni di stress. Il larice ha sofferto per le gelate tardive che hanno causato defogliazione. 
  • Nuovi e più attivi organismi nocivi: danni evidenti sono stati causati tra l’altro dalla sputacchina del pino (Haematoloma dorsata) nell’Arco giurassiano, nonché da complesse infezioni fungine sugli aceri montani. Con la Psacothea hilaris, inoltre, è stato osservato per la prima volta un coleottero cerambicide invasivo in ambiente naturale in Svizzera, mentre dalle Alpi italiane si sta avvicinando un grave deperimento dei getti dell’abete.
  • Insetti: diminuzione dei danni da bostrico, terza generazione di bostrico tipografo a livello regionale e nuovi rischi dovuti a specie termofile.
  • Funghi: maggiore infestazione mai rilevata del cancro del fusto dell’acero Eutypella parasitica, danni a larice e pino silvestre dovuti a diverse patologie e nuove osservazioni sulla malattia delle macchie bianche. Un barlume di speranza per il frassino: il WSL sta intensificando la propria attività di ricerca sui genotipi resistenti.
  • Batteri: è in fase di ampliamento la ricerca su patogeni pericolosi come la Xylella fastidiosa e sono in corso approfondimenti sulle essudazioni sul tronco dei tigli.

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