Una crescita degli alberi più lunga non significa necessariamente più legno

Poiché il riscaldamento globale prolunga la stagione di crescita, gli alberi hanno più tempo per produrre legno, potenzialmente immagazzinando più carbonio. Tuttavia, un nuovo studio internazionale guidato dall’Istituto federale di ricerca WSL dimostra che la formazione del legno dipende più dalla velocità a cui gli alberi crescono che dalla durata della crescita.

  • Scienziati e collaboratori del WSL hanno analizzato dei campioni di legno da foreste di conifere in quattro continenti per studiare come la formazione del legno reagisce al clima.
  • Le temperature più alte hanno esteso il periodo in cui gli alberi hanno formato nuove cellule, ma questo non ha sempre portato a una produzione maggiore di cellule nel corso dell’anno. 
  • Quando si ipotizza l’impatto del cambiamento climatico sulla crescita di foreste e sull’immagazzinamento di carbonio, un fattore importante da considerare è la velocità con cui gli alberi producono nuove cellule. 

Nelle foreste non tropicali, gli inverni freddi ostacolano la crescita degli alberi. In queste regioni, il riscaldamento climatico può prolungare la stagione di crescita, dando agli alberi più tempo per formare legno e immagazzinare carbonio. Questo potrebbe potenzialmente mitigare ancora di più il cambiamento climatico dato che la formazione di legno e l’immagazzinamento di carbonio aumentano. Ma è davvero così? 

Per scoprirlo, un gruppo internazionale composto da ricercatori dell’Istituto federale di ricerca WSL ha analizzato più di 50 000 campioni di legno di foreste di conifere in quattro continenti. Le loro scoperte sono state appena pubblicate sulla rivista Science.

Di settimana in settimana, di cellula in cellula

“Mettere insieme questo set di dati incredibile è stato uno sforzo di gruppo di lunga data”, afferma Antoine Cabon, ecologo forestale presso il WSL e il Consiglio superiore delle ricerche scientifiche spagnolo. “I ricercatori di ogni istituto partner hanno raccolto campioni di legno regolarmente durante la stagione di crescita. Una volta nel laboratorio, ogni campione ha dovuto essere esaminato, fotografato al microscopio e analizzato di cellula in cellula.” 

I ricercatori hanno monitorato la xilogenesi, ovvero la formazione e lo sviluppo di nuove cellule di legno, chiamate cellule dello xilema, che si trovano nei tre anelli annuali più esterni. “Guardando i campioni al microscopio, possiamo vedere esattamente quando gli alberi formano legno in maniera attiva”, spiega Cabon. “Questo ci ha permesso di osservare quando il processo inizia e finisce, e a quale velocità ciò avviene.” 

20 anni di crescita nella Lötschental

Tra i siti dove sono stati raccolti i campioni c’è anche la Lötschental. A varie altitudini in questa valle del Canton Vallese, i ricercatori del WSL hanno raccolto campioni di legno ogni settimana durante la stagione di crescita negli ultimi 20 anni.

“Osservazioni così frequenti e sul lungo termine sono estremamente rare e preziose”, afferma Patrick Fonti, dendrocronologo al WSL, che coordina il monitoraggio. “Monitorando gli stessi alberi per molti anni, possiamo ricostruire come la formazione del legno risponde alle condizioni ambientali mutevoli.” 

La velocità conta più della durata

Nel complesso, I ricercatori hanno notato che la velocità alla quale gli alberi hanno prodotto nuove cellule dello xilema aveva un’influenza maggiore sulla produzione cellulare annuale rispetto alla durata della stagione di crescita. L’andamento della formazione di legno cambiava molto, passando da una nuova cellula di legno al mese a due cellule al giorno.

La temperatura ha influenzato la velocità e la durata della formazione di legno in modi diversi. In generale, le temperature più alte hanno prolungato la stagione di crescita, ma la velocità di produzione delle cellule non ha continuato a crescere all’infinito. Sopra una temperatura media annuale vicina ai 6° C, la produzione di cellule ha rallentato, probabilmente a causa della ridotta disponibilità di acqua. Pertanto, una stagione di crescita più lunga non ha necessariamente aumentato la produzione annuale di legno (come dimostrato nelle nostre ricerche precedenti sugli alberi svizzeri).

Questa scoperta aiuta a spiegare il motivo per cui le stagioni di crescita potrebbero avere effetti diversi sulle foreste a seconda della loro latitudine. Lo studio dimostra che le foreste boreali, più fredde, traggono generalmente vantaggio dalle temperature più alte poiché crescono più a lungo e più velocemente. Tuttavia, nelle foreste mediterranee e temperate, più calde, il potenziale vantaggio di una stagione di crescita più lunga è spesso compensato, o addirittura annullato, dal rallentamento della produzione di cellule.

Le prospettive per le foreste del futuro

“Mentre le temperature continuano ad aumentare, anche le foreste boreali potrebbero finire per produrre legno più lentamente e perdere i vantaggi di una stagione di crescita più lunga”, prevede Cabon. “I nostri risultati mostrano l’importanza del considerare non solo la durata della formazione di legno, ma anche la sua velocità, quando si vogliono prevedere le reazioni delle foreste al riscaldamento globale”.

I risultati mettono in discussione l’idea secondo cui le stagioni di crescita più lunghe migliorino necessariamente l’immagazzinamento di carbonio nelle foreste, mitigando quindi il cambiamento climatico. “Anche se lo stoccaggio di carbonio dipende da molti processi oltre alla produzione di cellule dello xilema,” afferma Fonti, “una minore produzione di cellule può ridurre la quantità di carbonio immagazzinata dagli alberi.”

Contatto

Cyrille Ratgeber (INRAE, Nancy)

cyrille.rathgeber@inrae.fr

 

Pubblicazione

Cabon A. et. al. Growth rate overrides the benefit of extended growing season from boreal to semiarid conifers. Science 2026; 393(6816):1101-1106. DOI: 10.1126/science.aec8866 

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