Come potrebbe presentarsi la nostra società alla fine del secolo, e cosa significherebbe per il clima

Come potrebbe evolversi la vita in Svizzera sul piano sociale, economico e politico fino alla fine del secolo? È quanto hanno studiato ricercatrici e ricercatori dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL nell’ambito del programma NCCS-Impacts, elaborando cinque diversi scenari. Come mostra una nuova pubblicazione, il loro impatto sulle emissioni di gas serra – stimato tramite modellizzazione – differisce nettamente.

  • Scenari per la Svizzera: un team di ricerca del WSL ha sviluppato cinque «Shared Socioeconomic Pathways» per la Svizzera, gli SSP-CH.
  • Possibili futuri al vaglio: gli SSP-CH delineano possibili percorsi di evoluzione della società sul piano sociale, economico e politico, senza tuttavia pronunciarsi sulla probabilità di tali sviluppi.
  • Modellizzazione delle emissioni: una nuova pubblicazione sotto l’egida del National Centre for Climate Services NCCS presenta le emissioni di gas serra modellizzate per la Svizzera fino al 2100 in considerazione degli SSP-CH e di diverse politiche climatiche. 

Svizzera, 1952: il diritto di voto alle donne era ancora lontano. I film si guardavano al cinema, il mezzo di comunicazione elettronico di massa era la radio. Non esisteva un programma televisivo regolare della SSR, e nemmeno le autostrade. Al Politecnico federale di Zurigo, Eduard Stiefel stava lavorando all’ERMETH, il calcolatore elettronico dell’ETH, uno dei primi computer d’Europa. Si delineava la marcia trionfale del rock’n’roll. In Svizzera vivevano meno di cinque milioni di persone.

Dal cambiamento dei valori alla mobilità

Oggi la società svizzera presenta un quadro diverso. E come sarà tra 74 anni, alla fine del secolo? «Non è possibile prevederlo con esattezza», afferma Lena Gubler, geografa presso il WSL. «Gli sviluppi sono troppo imprevedibili. Il sistema è eccessivamente complesso e troppi fattori interagiscono tra loro.» Tuttavia, è importante farsi un’idea dei possibili percorsi di sviluppo della società. Infatti, il modo in cui si evolve la vita sociale, economica e politica – ossia socioeconomica – influisce tra l’altro sul consumo di risorse, sul cambiamento climatico e sul fabbisogno di infrastrutture. Per ragionare sui possibili sviluppi sono utili scenari elaborati scientificamente che illustrano possibili sviluppi e li mettono a confronto. 

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico IPCC ricorre già da tempo a scenari socioeconomici globali (Shared Socioeconomic Pathways, SSP) per le modellizzazioni climatiche. Nell’ambito del programma NCCS-Impacts del National Centre for Climate Services NCCS, Gubler e il suo collega del WSL Pascal Tschumi hanno ora sviluppato cinque scenari socioeconomici per la Svizzera, gli SSP-CH (Shared Socioeconomic Pathways-CH). Su tale base e in combinazione con diverse politiche climatiche, i partner del progetto (INFRAS und PROGNOS) hanno quindi modellizzato le possibili emissioni future di gas serra (cfr. scheda 2), presentate ora in una nuova pubblicazione sotto l’egida dell’NCCS.

Cinque futuri

Gli scenari presentano cinque possibili percorsi di sviluppo. Tre di essi sono simili agli SSP globali dell’IPCC: in uno economia e società sono altamente tecnologizzate e basate su energie rinnovabili; in un altro Stato ed economia sono deboli e la società si disgrega. Un altro ancora traccia il quadro di una società profondamente divisa, in cui una piccola élite si contrappone a una maggioranza impoverita della popolazione. 

Due scenari si discostano dagli SSP globali: uno raffigura una Svizzera che per lungo tempo ha puntato sulle energie fossili e che verso la fine del secolo deve fare i conti con gli effetti di prezzi dell’energia elevati e volatili, nonché con i costi di un ambiente fortemente degradato. Un ultimo scenario, infine, descrive una società in cui la coesione e il benessere sono più importanti del successo economico e della prosperità finanziaria.

«Nessuno dei nostri scenari è più probabile di un altro», sottolinea Gubler. «L’obiettivo è esplorare sulla base di considerazioni di tipo causale possibili varianti di futuro, e non di pronunciarsi sulla probabilità che le stesse, o alcuni loro aspetti, si realizzino». 

Decisioni basate sulle informazioni

Gli scenari si prestano come base di discussione per valutare meglio l’impatto delle decisioni sul lungo periodo. «Per tradurre questi scenari futuri nelle corrispondenti emissioni di gas serra, i partner del progetto hanno sviluppato appositi modelli», riferisce Gubler. «Gli SSP-CH possono tuttavia essere utilizzati anche per altri studi orientati al futuro». 

Consentono infatti di tenere conto in ulteriori scenari di possibili cambiamenti sociali, come un mutato comportamento di consumo o nuove strutture sociali, per esempio considerando prospettive relative all’economia svizzera, ai trasporti, allo stato della biodiversità o analisi dei rischi. «Ciò contribuisce in modo sostanziale a una visione globale dei possibili sviluppi», afferma la ricercatrice.

Su un sito web dedicato, le ricercatrici e i ricercatori presentano tutti i dati elaborati nel progetto, gli SSP-CH, i pacchetti di strumenti di politica climatica (SPA) e le modellizzazioni delle emissioni di gas serra. 

Base ampiamente condivisa

Per sviluppare gli scenari SSP-CH, il team del WSL ha condotto colloqui con quasi 60 scienziate e scienziati di 20 istituti di ricerca e università della Svizzera tedesca e romanda, prendendo in esame numerosi ambiti socioeconomici: dalla sicurezza interna, alla mobilità e allo sviluppo territoriale, fino al sistema educativo. Partendo dalle interviste con le esperte e gli esperti, il gruppo di ricerca ha quindi elaborato con l’ausilio di un software specializzato scenari intrinsecamente coerenti, che sono stati infine discussi e approfonditi con il pubblico interessato nel quadro di workshop nella Svizzera tedesca e romanda. 

Nell’ambito del progetto SSP-CH, i partner della società di consulenza INFRAS hanno formulato pacchetti di strumenti di politica climatica (Shared Policy Assumption, SPA), che spaziano da una politica climatica fortemente regolatoria a una minima. Considerando scenari e politiche climatiche, in collaborazione con la società di consulenza PROGNOS un team di INFRAS ha modellizzato come potrebbero evolversi le emissioni di gas serra e l’utilizzazione del suolo in Svizzera fino al 2100.

NCCS: la rete per i servizi climatici

In qualità di organo nazionale di coordinamento e innovazione e piattaforma di scambio del sapere, l’NCCS sostiene processi decisionali rispettosi del clima al fine di ridurre al minimo i rischi, massimizzare le opportunità e ottimizzare i costi. Nel quadro del programma NCCS «Basi decisionali per gestire i cambiamenti climatici in Svizzera: informazioni su tematiche intersettoriali» («NCCS-Impacts»), dal 2022 al 2026 sono stati sviluppati attraverso diversi progetti intersettoriali servizi climatici orientati alla pratica per l’ambiente, l’economia e la società con l’obiettivo di fornire ad attori della politica, dell’amministrazione, dell’economia privata e della ricerca una base decisionale per quanto riguarda le misure volte alla riduzione delle emissioni di gas serra e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Il programma «NCCS-Impacts» è sostenuto congiuntamente da tutti i membri dell’NCCS. A partire dall’autunno 2026, tutti i risultati saranno disponibili in forma aggregata in una sintesi. www.nccs.ch

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